9 aprile 2015 ore: 14:21
Disabilità

Trekking per i ragazzi disabili, tra terapia e passione per la montagna

L'esperienza della cooperativa sociale Lo Stradello. Fajeti, operatore: “I ragazzi sono felici e stanno bene perché queste uscite sono per loro un’occasione di conoscere il territorio, socializzare e, soprattutto, muoversi”
Una delle uscite presso l'acetaia Cavalli di Fellegara
Trek Stradello a Fellegara - Acetaia Cavalli

SCANDIANO (Reggio Emilia) – “Tutto è nato dall’idea di far vivere ai ragazzi un’avventura. Qualcuno ha proposto di scendere il corso del Danubio in canoa, fino al mare. Una follia? Forse, ma avevamo trovato la canoa e anche il canoista ex olimpionico che poteva accompagnarci. Poi però ci siamo scontrati con la mancanza di fondi. E allora abbiamo ‘ripiegato’ sul trekking”. A parlare è Maurizio Fajeti, operatore della cooperativa sociale Lo Stradello di Scandiano in provincia di Reggio Emilia, che da 30 anni è attiva nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, i ragazzi sono quelli che frequentano i laboratori integrati che Lo Stradello gestisce insieme alla cooperativa sociale Zora e, in realtà, il trekking non è stato proprio un ‘ripiego’, anzi. “Il trekking ci permette di incontrare luoghi, persone, situazioni, di contaminarci con il territorio e poi camminare è di per sé una terapia – racconta Fajeti – I ragazzi sono felici e stanno bene perché queste uscite sono per loro un’occasione di conoscere il territorio, socializzare e, soprattutto, muoversi”. Su 32 persone che frequentano i laboratori sono 5 quelli che fanno trekking. Hanno tra i 25 e i 38 anni, vivono in famiglia o in appartamenti protetti. “Nei laboratori i ragazzi vengono divisi in gruppi in base all’interesse e, nel caso del trekking, anche in base alla predisposizione fisica – continua Fajeti – anche se, abbiamo fatto un’eccezione per un ragazzo che ha difficoltà di deambulazione ma una grande passione per la fotografia che può esprimere al meglio in queste uscite”. 

Finora le uscite hanno portato i ragazzi – che sono sempre accompagnati da Fajeti e da un altro volontario – a visitare le Ciminiere di Ca’ de Caroli, costruite per lavorare il gesso, e l’acetaia Cavalli di Fellegara nel territorio di Scandiano e l’Agriturismo Il ginepro a Castelnovo ne’ Monti, gestito dall’omonima cooperativa che si occupa di inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Il bello di questo progetto è che sta coinvolgendo tante persone, primo fra tutti Fulvio Torreggiani, ex presidente della nostra cooperativa e ora volontario, ma soprattutto grande appassionato di montagna – continua Fajeti – ed è un’esperienza molto forte per persone che, in genere, non vengono riconosciute come adulte, soprattutto dalle famiglie. Invece lo sono e possono fare esperienze da adulti”. Le uscite in montagna si alternano con le visite in biblioteca in cui i ragazzi possono fare ricerche sulle cose e sui luoghi che vogliono vedere e si sperimentano con l’orienteering cittadino, “mettendosi alla prova nel ritrovare il pulmino che li ha portati in biblioteca”.

Prossime tappe? L’Osservatorio astronomico di Iano e poi la Tana della Mussina a Borzano. “Un altro sogno è quello di portarli a fare il Sentiero Spallanzani, percorso che parte da Scandiano e arriva fino a San Pellegrino in Alpe al confine con la Toscana – conclude Fajeti – I buoni camminatori ci mettono più o meno una settimana, a noi basterebbe partire e fare alcuni tratti. C’è anche un volontario che ci metterebbe a disposizione un camper. Per il momento, è un sogno, come quello del Danubio, ma non si sa mai”. (lp)

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