25 gennaio 2015 ore: 09:30
Economia

Un nuovo "Lessico del ben vivere sociale". Venti parole riviste in chiave "umana"

Luigino Bruni prova a recuperare la dimensione "umana" dell'economia attraverso l'uso di un lessico alternativo. Un gioco di parole che può essere funzionale alla nascita di progetti economici e finanziari ad alto contenuto civile e politico

Una rigorosa manutenzione e, in qualche caso, un restauro di quelle parole ormai usate e abusate, e che pure restavano necessari attrezzi di un mestiere che, in fondo, è semplicemente il mestiere di vivere insieme. E' sorto con questa premesse "Lessico del ben vivere sociale", una raccolta di venti editoriali pubblicati da Luigino Bruni su Avvenire fra settembre 2013 e febbraio 2014 e appeno uscito per Ecra-Edizioni del Credito Cooperativo.

BOX In ognuno l’autore, attraverso l’uso di una “parola chiave”, cerca di recuperare la dimensione “umana” dell’economia utilizzando concetti come cooperazione, comunione, innovazione, partecipazione. Insomma un modo diverso ed originale di interpretare il lessico quotidiano, in maniera costruttiva ed efficace. "Il gioco delle parole, quando è serio, porta vicino al cuore della verità", scrive Marco Tarquinio nella sua prefazione, ed in effetti l'autore pone diversi esempi di come l'uso di un lessico alternativo può essere funzionale alla nascita di progetti economici e finanziari ad alto contenuto civile e politico. A partire dal significato di ricchezza, che deriva dal latino rex(re) e identificabile con il potere sia dei beni che delle persone, ma oggi anche wealth, riconducibile a weal e well being cioè al benessere, prosperità e alla felicità individuale e collettiva.Accanto ad essa tanti altri esempi: dalla parola beni, in perenne contrasto tra ciò che si possiede e il bene comune, fino all'innovazione, favorita dalla gratuità di internet, che fa rima con vocazione. Ma poi ancora la centralità del consumo, non più un fatto inedito ma ormai tipico della nostra società, e il valore effimero del tempo in un'economia capitalista che ha come unico obiettivo l'accorciamento dell'arco temporale delle scelte. Interessante poi la riflessione di Bruni sulla parola comunione che, per evitare di essere confusa con "comunionismo", andrebbe sempre accostata a uguaglianza, libertà e gratuità.

Accanto a loro molte altre. Per l'autore l'elenco delle parole che possono essere ripensate e riscritte è vasto, e si basa su un principio chiave e cioè che nessun nuovo lessico nasce dal vuoto ma si nutre,vive e cresce delle parole passate e prepara quelle future. In conclusione, infatti, Luigino Bruni sente la necessità di andare a ricercare nuovi termini da aggiungere ai venti già forniti in questo volume. Intende farlo nelle strade, in mezzo alla gente e ai poveri, partendo dal presupposto che c'è un cambiamento lessicale in atto in ambito economico, che occorre imparare per comprendere questo mondo e che ci offre strumenti per poter agire e, magari, migliorarlo.

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