14 agosto 2015 ore: 14:22
Disabilità

Una “soggettiva autistica” per raccontare storie. A settembre il primo ciak

L'annuncio di Gianluca Nicoletti, che è alla ricerca di “punti di vista in prestito”. Il film sarà realizzato da Zoofactory: “Andremo a visitare le famiglie che hanno perso speranza e fiducia, quelle che si sentono prese in giro e abbandonate dai professionisti dell’autismo convegnistico”

ROMA – Una “soggettiva autistica” per raccontare storie, manifestare punti di vista e pensare ad alta  voce, condividendo idee e progetti: tutto questo vuole essere e sarà il film sull'autismo a cui sta lavorando il giornalista Gianluca Nicoletti, insieme a Massimiliano Sbrolla e alla sua Zoofactory. Un'idea già annunciata nei mesi scorsi, che però sta prendendo sempre più forma e concretezza: il film si farà, insomma. E sarà diverso da qualsiasi altro film si possa fare sull'autismo. Diverso, proprio per via di quella “soggettiva”. Di quel punto di vita che solo i ragazzi autistici possono offrire. E qualcuno, come Tommy, “si sta già allenando”, annuncia il papà, Gianluca Nicoletti, sul suo blog “Miofiglioautistico”. “Si prepara a dare il suo contributo al nostro film sull’autismo – spiega - Da settembre cominceremo a girare avvalendoci anche del costante punto di vista di un 'normale' autistico, la soggettiva autistica sarà l’ elemento che farà la differenza con quanto chiunque altro potrebbe fare. Chi vorrà 'prestarci' il punto di vista del suo autistico in dotazione ci aiuterà a raccontare la nostra storia, proprio come immaginiamo che debba essere 'per noi autistici'”. 

Ancor prima del primo ciak, comunque, è molto chiaro cosa non si voglia fare con questo film: “non ci interessa confezionare i santini dei bravi operatori, delle eroiche insegnanti, dei mirabolanti genitori. Nemmeno vogliamo continuare a rappresentare il fanta-autismo dei fenomeni che cantano, ballano e tirano di scherma, proprio come Geppetto sognava per il suo bel burattino”. Semplicemente, “continueremo a raccontare con delle telecamere tutto quello che abbiamo iniziato a raccontare nei nostri due libri, come nei nostri spazi in rete dove ogni giorno raccogliamo storie ed esprimiamo pensieri. Andremo a visitare le famiglie che hanno perso speranza e fiducia, quelle che si sentono prese in giro e abbandonate dai professionisti dell’autismo convegnistico. Per questo già da ora prenderemo in considerazione tutte le storie possibili, soprattutto quelle che a nessuno va di raccontare”. (cl)

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