6 aprile 2019 ore: 09:12
Società

Rwanda, in Francia una Commissione per far luce sul genocidio. Ma è polemica

Il presidente Emmanuel Macron ha rivelato la composizione, già criticata da alcuni, di una commissione di storici incaricata di fare luce sul ruolo della Francia nel genocidio in Rwanda. L'annuncio è arrivato alla vigilia dell'anniversario dell'attentato del 6 aprile 1994, considerato elemento d'innesco del genocidio
Riccardo Venturi/Contrasto Ruanda gente

Ruanda gente

ROMA - Il presidente della repubblica francese Emmanuel Macron ha rivelato la composizione, già criticata da alcuni, di una commissione di storici incaricata di fare luce sull'eventuale ruolo della Francia nel genocidio in Rwanda. L'annuncio è arrivato alla vigilia dell'anniversario dell'attentato del 6 aprile 1994, che uccise il presidente ruandese Juvenal Habyarimana e il suo omologo burundese Cyprien Ntaryamira. L'evento, la cui dinamica rimane oscura, viene considerato l'elemento d'innesco del genocidio, in cui morirono circa 800 mila persone, soprattutto tutsi ma anche hutu moderati.

Oggi Macron è diventato il primo presidente francese a incontrare i rappresentanti della principale associazione di sopravvissuti a quel periodo di violenze. L'obiettivo del gruppo di ricerca, secondo le dichiarazioni del capo dell'Eliseo, è la pubblicazione di un rapporto, nei prossimi due anni, che valuti sulla base degli archivi il ruolo della Francia in Rwanda dal 1990 al 1994.
A presiedere l'equipe di ricercatori sarà Vincent Duclert, direttore del Centro studi sociali e politici 'Raymond Aron' (Cespra), e ricercatore alla Scuola di alti studi in scienze sociali (EHESS), nonché associato a' Sciences Po. L'accademico è un esperto del genocidio degli armeni, ma "nessuno dei membri della commissionne è esperto di Rwanda" sottolinea il sito d'informazione 'Jeune Afrique'.

In questi giorni circa 300 tra insegnanti, intellettuali ed esponenti del mondo accademico hanno firmato una petizione per denunciare la composizione della commissione. "Due storici sono stati rifiutati dalla presidenza, Stephane Audoin-Rouzeau ed Helene Dumas- si legge nell'appello - che leggittimità avrà una commissione che si priva dell'unica ricercatrice francese che parla il kinyarwanda? Quali prospettive può avere una commissione che esclude uno storico la cui grande esperienza in materia di antropologia delle violenze di massa è riconosciuta ovunque?".

Secondo le dichiarazioni di Audoin-Rouzeau riportate da 'Jeune Afrique', funzionari dell'Eliseo avrebbero lasciato intendere allo studioso che alcuni suoi scritti sul ruolo dell'esercito francese in Rwanda hanno pesato sulla scelta. Gli stessi scritti di Rouzeau avrebbero contribuito, ha aggiunto l'universitario, a motivare la creazione della commissione. (DIRE)

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