11 gennaio 2019 ore: 11:34
Società

Colombia, leader comunitari uccisi nonostante l'accordo di pace

Due anni dopo l’Accordo firmato dall’allora presidente Juan Manuel Santos e i guerriglieri delle Farc, sindacalisti e leader delle comunità continuano a essere minacciati e ammazzati. La denuncia arriva da Onu e organizzazioni non governative locali. Alla base della violenza la guerra per la terra
Dal report n. 6/2018 della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung Guerriglieri della Farc -Dal report n. 6/2018 della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung

Dal report n. 6/2018 della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung

Dal report n. 6/2018 della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung
Guerriglieri della Farc -Dal report n. 6/2018 della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung

Due anni dopo l’Accordo di pace in Colombia, firmato dall’allora presidente Juan Manuel Santos e i guerriglieri delle Farc, sindacalisti e leader delle comunità continuano a essere minacciati e ammazzati. La denuncia arriva da Onu e organizzazioni non governative locali.

Gli omicidi. Secondo quanto dichiarato a dicembre dall’Organizzazione nazionale indigena della Colombia (Onic), in meno di un mese sono stati uccisi 15 leader comunitari. E un volantino ritrovato nel Cauca il 18 dicembre, inoltre, promette compensi a chi dovesse riuscire ad uccidere componenti delle comunità indigene o dei consigli locali, con tanto di nomi delle persone da far fuori. L’Onic sottolinea come questo documento sia apparso a poche ore di distanza dall’udienza pubblica in cui era stato rivendicato il controllo delle comunità sul dipartimento del Cauca (l’incontro, peraltro, era stato organizzato dopo l’assassinio dell’autorità Edwuin Dagua).

Le Nazioni Unite. Che la violenza sia una realtà preoccupante nel Paese, del resto, lo conferma l’ultimo report trimestrale del Consiglio Onu sulla missione di verifica in Colombia. Nel documento, diffuso negli ultimi giorni di dicembre, infatti, si legge che solo a settembre 2018 ci sono stati almeno 7 assassini di leader già confermati, mentre le indagini sono ancora in corso per altri 22 casi. Complessivamente, le Nazioni Unite stimano che dagli accordi del 2016 ci sono stati già 456 omicidi “sospetti”, di cui 163 accertati. Pur riconoscendo l’impegno del presidente Ivan Duque, il segretario generale Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato di essere preoccupato per i continui attacchi verso leader e difensori dei diritti umani ed ha auspicato la realizzazione del “Piano di azione opportuna” votato il 19 novembre proprio per aumentare la sicurezza nel Paese.

Guerriglieri delle Farc – Foto: Katalina Vásquez Guzmán (via Flickr)
Guerriglieri delle Farc – Foto: Katalina Vásquez Guzmán (via Flickr)

Guerra per la terra. Alla base della violenza sta l’intento di paramilitari e gruppi armati in genere di appropriarsi di zone un tempo in mano alle Farc. Uccidendo i leader, dunque, si spingono gli abitanti ad abbandonare le terre. Lo spiega un report pubblicato l’anno scorso dalla ong Heinrich-Böll-Stiftung Colombia, che analizza la situazione in 89 municipi e 24 dipartimenti del Paese.

L’articolo integrale di Irene Masala,Colombia: il processo di pace non ferma la guerra ai leader comunitari”, può essere letto su Osservatorio Diritti

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