27 novembre 2018 ore: 12:04
Società

Diritti dei contadini, il successo della battaglia alle Nazioni Unite

Il Comitato dell’Assemblea generale Onu ha adottato la Dichiarazione per i diritti dei contadini e delle persone che lavorano in ambito rurale. Molti paesi Ue - fra cui l'Italia - si sono astenuti; Usa, Australia e Israele hanno votato contro. Ma l'applicazione potrebbe scontrarsi con gli interessi delle compagnie private
Contadina nei campi in Cambogia

Contadina nei campi in Cambogia

Contadina nei campi in Cambogia
Contadina nei campi in Cambogia

119 sì, 7 contrari e 49 astenuti (tra cui l’Italia): i movimenti contadini ce l’hanno fatta. Il 19 novembre scorso, infatti, il Comitato per gli affari sociali, umanitari e culturali dell’Onu ha approvato la Dichiarazione per i diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali. Un risultato frutto di una lunga battaglia. «Abbiamo messo in campo un processo lungo e inclusivo. Abbiamo dibattuto ogni singolo aspetto della dichiarazione: a dare il loro contributo a questo testo non sono stati solo i governi, ma milioni di contadini in giro per il mondo», ha detto ad Osservatorio Diritti Ramona Duminicioiu, contadina della Romania e membro de La Via Campesina, che ha partecipato a tutte le fasi dei negoziati.

L’obiettivo. Il documento mira a proteggere chi lavora in un contesto agricolo ed è più spesso soggetto alla povertà e agli effetti del cambiamento climatico. E se da un punto di vista burocratico non dovrebbero più esserci sorprese – l’approvazione formale dell’Assemblea generale è prevista per dicembre – la vera sfida sarà l’attuazione pratica di questa Dichiarazione, che vorrebbe essere uno «strumento per generare trasformazioni nelle politiche dei governi». 

I contrari. L’approvazione è stata osteggiata, tra gli altri, da Stati Uniti, Australia, Israele, Gran Bretagna e Svezia. E la maggior parte dei paesi Ue, tra cui l’Italia, si è astenuta nel voto sulla Dichiarazione per i diritti dei contadini, così come fatto a settembre. Secondo la maggior parte di chi non ha votato a favore, sarebbe più importante attuare diritti già esistenti piuttosto che crearne di nuovi. Detto questo, i movimenti contadini sono convinti che dopo il sì definitivo tutti i Paesi adotteranno questa Dichiarazione.

Il potere delle corporation. A far temere davvero per l’attuazione del documento sono le grandi multinazionali. «Gli interessi delle compagnie private sono molto forti. E proprio queste corporation hanno un ruolo fondamentale nella riduzione dei diritti umani», dice ancora Ramona Duminicioiu. Tra i temi più combattuti, in particolare, c’è il diritto alle sementi. «Alcuni contadini sono finiti a processo per aver coltivato nei loro campi varietà registrate senza aver pagato i diritti. Siamo pieni di legislazioni che tutelano le compagnie, ma nessuna che tuteli i contadini».Duminicioiu, infine, tiene a ricordare che «i diritti delle multinazionali come Monsanto, oggi Bayer, sono aumentati a scapito di quelli dei contadini».

L’articolo integrale di Marta Gatti, Diritti dei contadini: l’Onu dà il via libera alla Dichiarazione, può essere letto su Osservatorio Diritti

© Copyright Redattore Sociale