25 ottobre 2018 ore: 13:25
Immigrazione

Caso Desirée, Manconi: “Definire autori assassini e basta, non in base nazionalità”

Il presidente dell’Unar alla presentazione del Dossier Immigrazione 2018. “Il tasso di criminalità degli stranieri regolari è pari al tasso di criminalità degli italiani. Il tasso cresce tra gli stranieri irregolari, per ragioni che sono intuibili…”
Cartello per desireé

ROMA “L’efferato assassinio di Desirèe ha turbato noi tutti. Abbiamo provato emozione, dolore e partecipazione al lutto. Ma credo che questa vicenda debba essere motivo di riflessione, di approfondimento e anche sollecitazione a una capacità di intervento collettivo e di azione pubblica capace di impedire la riproduzione di questi delitti. Credo anche di interpretare il sentimento di tanti nel ritenere auspicabile e realizzabile una società della convivenza dove gli autori di un crimine tanto crudele non siano immediatamente definiti come assassini africani senegalesi, ma assassini e basta. Il che ci indurrebbe anche a non affidarci  a quel sentimento di sollievo nel poter dire che a denunciare è stato un senegalese africano perbene, ma una persona perbene basta”. Lo ha sottolineato Luigi Manconi, presidente dell’Unar durante la presentazione del Dossier Immigrazione 2018. 

Secondo Manconi è ancora “realizzabile una società nella quale siano presenti criminali e persone perbene non immediatamente qualificabili in base alla loro nazionalità. A questa riflessione dobbiamo dedicare lucidità senza, per una volta, dare responsabilità all’infame sistema mediatico”. Manconi ha anche ricordato che “il tasso di criminalità degli stranieri regolari è pari al tasso di criminalità degli italiani.” “Il tasso cresce tra gli stranieri irregolari per ragioni che sono intuibili - aggiunge -, i molti studi realizzati in questi anno lo hanno documentato realmente. Tutti rischiamo di cadere in un equivoco sociologico e politico e dalle conseguenza pericolose, tutti i fattori di allarme sociale hanno a che fare con quella quota di irregolari stimata intorno alle 500 mila unità. E che va ridotta il più possibile attraverso strumenti intelligenti e razionali che vadano nella direzione della regolarizzazione”. 

Nel suo intervento Manconi ha ricordato la “codardia che ha impedito a un provvedimento come lo ius soli di essere approvato nella scorsa legislatura”. Infine ha ha sottolineato come in questi mesi si sia molto parlato di criminalizzazione della solidarietà, in particolare in relazione alle ong che fanno soccorso in mare: “Questo temine spesso è riduttivo - ha detto -  il diritto dovere al soccorso, il mutuo soccorso, fonda la stessa civiltà umana, perché si manifesta esattamente quando l’individuo si scopre solo e in pericolo. Rendere reato il prestare soccorso, lo strappare alle onde la persona che sta affogando, va contro la costituzione anche della dignità umana che si fonda su un legame di reciprocità. Oggi  - ha concluso -non c’è un solo presidio umanitario in mare, l’anno scorso c’erano 12 ong”. (ec)

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