21 luglio 2015 ore: 16:29
Immigrazione

Accordo Ue al ribasso: 32 mila migranti ricollocati. "Schiaffo alla solidarietà"

La delusione dopo il Consiglio affari interni di ieri: inizialmente erano previste 40 mila persone. Pittella, gruppo dei social-democratici all'Europarlamento: "Una farsa". Jean Asselborn, ministro degli Esteri lussemburghese: "Stati deludenti o addirittura imbarazzanti"
Italiani e immigrati alla stazione

BRUXELLES - Dopo l'accordo al ribasso di ieri al Consiglio affari interni a Bruxelles sul ricollocamento dei migranti le reazioni non si sono fatte attendere. Troppo ristretto il numero dei rifugiati che saranno ricollocati secondo l'attuale accordo: circa 32 mila da Grecia e Italia invece dei 40 mila previsti inizialmente. Il commissario europeo all'immigrazione Dimitri Avramopoulos la prende con filosofia. "Sono deluso dai numeri", ma quanto raggiunto è già "un risultato inatteso" rispetto a sei mesi fa. Avramopoulos ha promesso che entro dicembre "i numeri saranno sistemati", dalla cifra attuale di 55 mila migranti tra ricollocamenti e reinsediamenti raggiungeremo i 60 mila. Delusione è stata espressa anche dal Centro Astalli, il servizio per i rifugiati dei Gesuiti, in particolare sull'intervento dell'Europa in materia di protezione internazionale dei migranti. - Dal Centro Astalli sottolineano in particolare "l'urgenza in un momento di eccezionale emergenza umanitaria come questo" e condannano il regolamento di Dublino, "uno strumento che già da tempo ha rivelato la sua inadeguatezza e inefficacia. Continua a essere riproposto rigidamente come unico approccio possibile al tema dell'accoglienza dei rifugiati". Della stessa idea è l'europarlamentare Cécile Kyenge (Pd) responsabile del rapporto parlamentare sulla crisi umanitaria nel Mediterraneo. "Il Regolamento di Dublino - ha indicato Kyenge - è datato, iniquo, non è coerente con quel principio di solidarietà che dovrebbe legare gli Stati Membri, consentendo di affrontare e risolvere insieme i problemi. Va urgentemente rivisto. La proposta della Commissione europea di ricollocazione di 40 mila richiedenti asilo va proprio in questa direzione, sospendendo Dublino per questo primo gruppo di migranti. Tuttavia l'accordo di ieri rappresenta uno schiaffo alla solidarietà". Il presidente del gruppo dei social-democratici all'Europarlamento Gianni Pittella non ha usato mezze misure e ha definito "una farsa" il risultato del Consiglio Ue sull'immigrazione sottolineando i ben cinque mesi di negoziati.

I numeri dell'accordo fanno capire quali sono gli Stati che si sono tirati indietro. "Deludenti o addirittura imbarazzanti", ha detto il ministro degli esteri lussemburghese Jean Asselborn che ha gestito i negoziati come presidenza Ue. L'Austria ha negato l'accoglienza per i rifugiati da Grecia e Italia rinfacciando la pressione migratoria maggiore subita dal proprio Paese rispetto ai due del sud Europa. Inoltre, Vienna ha condannato l'incapacità di Italia e Grecia di registrare i migranti. Muro alzato anche dall'Ungheria, che ne sta veramente costruendo uno al confine con la Serbia per fermare i migranti. Oltre un terzo dei rifugiati saranno accolti da Germania e Francia mentre Gran Bretagna e Danimarca hanno utilizzato il loro diritto previsto dai trattati di tirarsi indietro. L'Irlanda ha invece aperto le porte a 600 profughi mostrando la sua buona volontà. La Spagna che subisce una forte pressione migratoria dall'Africa a Gibilterra e sulle Isole Canarie ha deciso di accoglierne 1300, ma la proposta della Commissione Ue era di 4 mila. Sul fronte reinsediamenti l'Ungheria ha detto ancora no insieme a Norvegia, Islanda, Svizzera, Liechtenstein. Italia e Grecia hanno accettato di accogliere 1989 profughi la prima e 354 la seconda che arriveranno dagli hotspot in Turchia, Giordania e Libano, tra siriani, eritrei, iracheni e somali. (dp)

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