24 novembre 2014 ore: 18:37
Giustizia

Casa delle donne: la violenza si combatte tenendo alta l’attenzione

Al 31 ottobre 674 donne hanno chiesto aiuto al centro di Bologna. La maggior parte sono italiane. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, presentati i dati del quinquennio 2010-2014. Romanin: “Ogni volta che si parla di violenza, una donna in più trova il coraggio di denunciare”
Simona Ghizzoni/Contrasto Violenza sulle donne, ombra dietro tenda

BOLOGNA - La violenza di genere è un atto criminale che trova nel silenzio il suo complice. Ma ogni volta che qualcuno ne parla o affronta il tema, una donna in più prende coraggio e denuncia il suo aguzzino. Sono 674, al 31 ottobre 2014, le donne che si sono rivolte alla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Un dato che se da un lato sconforta, dall’altro dimostra che sempre più donne sono stanche di subire abusi e si ribellano. “Ogni volta che si è affrontato pubblicamente il problema, attraverso leggi, campagne di sensibilizzazione o sui media, molte donne hanno avuto il coraggio di denunciare – dice Angela Romanin, della Casa delle donne – Questo ci fa capire che bisogna tenere alta l’attenzione su questo problema”. In occasione della giornata internazionale della violenza contro le donne, del 25 novembre, l’associazione bolognese ha presentato i risultati dell’attività svolta nel periodo 2010-2014 sul territorio di Bologna. In totale nel quinquennio sono 2.904 le donne che hanno chiesto aiuto alla Casa delle donne di Bologna, 93 sono state ospitate insieme a 92 minori. Nell’ultimo anno si è registrata una tendenza in linea con il 2013, 534 nuove richieste d’aiuto, di cui 360 italiane e 174 straniere. “Un dato costante con gli altri anni ma che segna una crescita se si guarda molto più indietro nel tempo – continua Romanin – Nel 2006 erano 350 le donne che ogni anno si rivolgevano ai centri, oggi molte di più. Molte lo fanno perché si parla sempre più di violenza e di come combatterla”. I progetti della Casa delle donne, realizzati nell’ultimo periodo sono stati molteplici, uno in particolare è stato quello “Save - Sicurezza e accoglienza per vittime in emergenza”, finanziamento del Dipartimento pari opportunità che ha accolto e ospitato in quasi due anni 63 donne e 74 minori, per un totale di 137 ospiti in una casa di emergenza in rete con il Pris, Pronto intervento sociale di Bologna e provincia.

Ma se parlare di violenza aiuta chi la subisce a trovare la forza per denunciare, un aspetto ancora poco discusso è l’aspetto psicologico. “Ciò che manca nella discussione sul tema degli abusi sulle donne è comprendere le cause psicologiche che spingono a commettere certi gesti - dice Anna Ancona, presidente dell’ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna - La violenza va condannata, ma va tenuto presente che essa nasce spesso da un sentimento di impotenza e fragilità che l’uomo vive come inaccettabile, alla quale reagisce picchiando”. Ma un appello è rivolto anche alle donne che pensano che amando una persona si possa cambiarne il carattere violento. “E' fondamentale che le donne imparino a riconoscere le situazioni rischiose - conclude Anna Ancona - Un uomo violento non cambia con l’amore, ma è curabile solo con la conquista della consapevolezza del suo problema e con l’aiuto di un’adeguata psicoterapia”. (Dino Collazzo)

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