14 aprile 2014 ore: 11:52
Società

Genitori volontari a scuola: "Ma il loro impegno non sostituisca quello pubblico"

Solo a Roma, sono una ventina le scuole che si avvalgono del lavoro volontario delle famiglie, che però chiedono l'apertura della scuola al territorio. L'assessore capitolino Cattoi: “E’ questo il modello che abbiamo in mente, ma ci sono difficoltà da superare”

ROMA –  “La scuola come luogo aperto e inclusivo che, oltre a curare l’educazione e la formazione delle giovani generazioni, sia anche un momento di aggregazione civica e integrazione socio-culturale del territorio”: è questa l’idea che ha in mente l’assessora capitolina alla Scuola Alessandra Cattoi, che guarda quindi con interesse e con favore al fenomeno crescente della partecipazione dei genitori alla vita scolastica, sia in termini di cura degli spazi (tinteggiatura, manutenzione ecc.) sia in termini di richiesta di spazi per attività e incontri. A lei abbiamo chiesto una fotografia e un’analisi critica di questa “novità”, che inizia ad avere una decina d’anni…

L'attivismo dei genitori all'interno delle scuole è un fenomeno relativamente recente. Quando è iniziato? E come sta crescendo?
È vero, si tratta di un fenomeno relativamente recente, ma che già in passato aveva avuto alcune anticipazioni. Per la scuola Di Donato, che è un po’ l’antesignana di questo fenomeno, si tratta di un processo già avviato da oltre 10 anni. Quel che è certo è che negli ultimi tempi l’attivismo e il volontariato dei genitori si sono molto estesi. 

Si tratta di un fenomeno tipicamente "romano", o vi risulta interessi tutto il territorio nazionale?
Al momento è ancora difficile avere un panorama completo della situazione nazionale, ma certamente è un fenomeno che si sta diffondendo in diverse città, grandi e piccole. Sappiamo del ruolo importante di Bologna, di esperienze che vanno in questa direzione a Milano, Torino, ma anche a Palermo, Udine, Senigallia, per citarne solo alcune. Anche a Roma il fenomeno è in via di espansione, esistono almeno una ventina di scuole che si confrontano con iniziative di questo tipo. 

Che relazione c'è tra questa partecipazione dei genitori e la "crisi" e l'impoverimento delle scuole pubbliche? In altre parole, i genitori si sostituiscono (o rischiano di sostituirsi) alle amministrazioni, o sono ad esse complementari? 
C’entra la crisi, ma c’entrano anche le scelte politiche e i tagli operati negli anni scorsi dal centrodestra che hanno gravemente danneggiato la scuola pubblica. Non ho alcun dubbio che l’impegno di tanti genitori sia complementare e non sostitutivo. Quello che mi ha colpito di più è proprio la volontà di essere protagonisti: partecipare alla gestione della scuola per utilizzarne le strutture anche in orari extrascolastici, coinvolgere le amministrazioni, le altre scuole, il mondo dell’associazionismo. Tutto dimostra che chi è disposto a impegnarsi per migliorare la scuola lo fa con il massimo spirito di fattività e collaborazione.  

Quali sono le modalità di partecipazione più diffuse?
Da una parte c’è la richiesta dei genitori di intervenire per piccoli lavori di manutenzione, come ritinteggiatura, cura dei giardini e degli spazi. Dall’altra c’è una richiesta crescente di utilizzare gli spazi della scuola per momenti di incontro e di partecipazione che si affianchino al normale percorso formativo. A questo proposito voglio ribadire un concetto chiave: la proposta di aprire la scuola alle istanze della società è un importante obiettivo programmatico della giunta Marino e del mio assessorato in particolare...

Quali sono le difficoltà principali nell'apertura degli spazi oltre l’orario scolastico? E come si possono superare?
La difficoltà maggiore, che non può essere risolta solo da un regolamento, è quella di natura assicurativa. Se per usufruire degli spazi della scuola per attività collaterali non ci sono grandi problemi, salvo il rispetto di alcune norme in sintonia con la funzione educativa dell’istituzione scolastica, per i lavori di cura e manutenzione c’è invece la necessità che i genitori acquisiscano la piena consapevolezza di criteri e regole a cui bisogna attenersi. Per questo potrebbe essere utile che gli stessi genitori si costituissero in associazioni per gestire gli interventi e soprattutto per poter stipulare convenzioni o polizze che offrano piena tutela per la sicurezza di tutti. Se si crea un contesto di questo tipo, e il regolamento che vogliamo varare è un passaggio fondamentale, la nostra amministrazione è pronta a sostenere le iniziative di collaborazione dei genitori che vogliono contribuire in prima persona al decoro delle aule, o più in generale intendono mettere a disposizione energie e creatività affinché la scuola sia messa al centro della società con il ruolo che merita. (cl)

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