22 dicembre 2018 ore: 16:56
Disabilità

Gli auguri degli ospiti (con disabilità grave) di Villa Doroty

Vestiti da Babbo Natale, 30 disabili gravi, seguiti dall'associazione Avofid onlus, con balli e canti hanno fatto i loro auguri di Natale insieme ai familiari. Villa Doroty nata nel 2013, a questi giovani offre diversi laboratori ricreativi.10 di loro hanno la possibilità di pernottare. Rossella Proietti: "Da anni chiedo di aprire uno corsia di emergenza in ospedale per i disabili gravi non collaboranti"
Disabili Avofid gravi in festa
Disabili Avofid gravi in festa

PALERMO - Gioiosi e vestiti da Babbo Natale, 30 disabili gravi, con diverse patologie psico-fisiche, seguiti dall'associazione Avofid onlus (Associazione Volontariato Famiglie Italiane Disabili) a Villa Doroty, con balli e canti hanno fatto i loro auguri di Natale insieme ai familiari. Villa Doroty nata nel 2013, per questi giovani con disabilità grave offre diversi laboratori ricreativi. Inoltre 10 di loro hanno la possibilità di pernottare. Le diverse attività sono tutte all'interno del grande spazio verde di 5 ettari appartenuto al conte Arturo Cassina, dove i disabili  piantano i semi, coltivano le piante, vanno a cavallo, entrano in contato con gli animali domestici e seguono l'orto della serra ad altezza uomo per potere lavorare seduti. Dall'impegno dei ragazzi insieme ad altri operatori si producono frutta, ortaggi, marmellate, pesto, passati di verdura. tutto rigorosamente biologico.

"Sono lo zio di Roberta che è nata con un grave ritardo psico-fisico - dice Vincenzo Castelli -. Mia nipote è orfana di genitori e per lei ci sono solo io. Purtroppo la ragzza ha avuto esperienze precedenti che non sono andate bene. Adesso, invece la vedo molto contenta. Non esiste centro migliore di questo a Palermo perché, oltre al fatto che ci sono operatori bravi e attenti il luogo dove stanno questi ragazzi è davvero una meravigliosa oasi verde dentro la città". 

"Dopo tanti anni di attività per i disabili gravi - dice Rossella Proietti presidente di Avofid nota per le battaglie che da anni porta avanti e mamma di Emanuele con disabilità che oggi ha 35 anni - è una grande soddisfazione potere vedere i nostri ragazzi sereni. Abbiamo fatto tutto da soli con grande fatica, perché non ci piacciono i progetti considerato che i ragazzi hanno bisogno soprattutto di continuità. Ci auto-gestiamo con quello che possono pagare le famiglie che varia il relazione al reddito per aiutare chi invece non ha nessuno. Sul piano dei servizi pubblici purtroppo i disabili gravi sono ancora invisibili alla società. Dopo anni che lo dico, in tanti sono ancora sordi alla mia richiesta di attivare in ospedale nei pronto soccorso un ambulatorio per i disabili non collaboranti con medici opportunamente formati. Al policlinico con il progetto 'Ancora' durato 2 anni era stata creata una corsia preferenziale per i non collaboranti che poi si è chiusa a conclusione del progetto". 

"I disabili ricordiamoci che sono persone come noi a cui abbiamo il dovere di garantire una vita uguale a quella di tutti noi - aggiunge ancora -. Le famiglie spesso sono in ginocchio davanti ad un sistema che risponde molto poco. Abbiamo bisogno di progetti di vita che abbiano a cuore il disabile e la sua famiglia. Mio figlio Emanuele che fa l'aiuto autista del pulmino, oggi è un ragazzo che nonostante la sua disabilità ha raggiunto un buon livello di apprendimento. Ho deciso di aprire un centro per aiutare altri disabili gravi come lui e da quel momento ho imparato tanto anche dagli errori. La nostra è davvero un'arca di Noè nel senso affettuoso del termine che ci spinge a fare sempre meglio. Oggi abbiamo un centro che accompagna in misura ampia il disabile. Ed è per noi una bella soddisfazione potere vedere i familiari contenti del nostro impegno anche perché siamo una delle pochissime realtà che aiuta il disabile grave attraverso diversi laboratori interattivi immersi nella natura in un luogo storico lontano dallo squallore del caos cittadino. L'atmosfera che facciamo respirare ai nostri disabili è di tipo familiare e questo li tranquillizza molto, rendendoli meno aggressivi".

"Dopo le festività incontreremo l'assessore Giuseppe Mattina per discutere della possibilità di attivare un tavolo di persone impegnate a vario livello sulla disabilità  che crei un modello di intervento e prenda in considerazione le strutture come quella nostra che lo realizzano in risposta reale ai bisogni dei disabili. Abbiamo psichiatri e psicologi preparatissimi ma che spesso sembrano scollati dalla realtà perchè peccano nella concretizzazione pratica di ciò teorizzano. Per questo sarebbe bello potere avviare delle formazioni sul campo; intanto iniziamo con l'invitare tutti ad osservare e vedere quello che fanno i nostri disabili. Il desiderio è quello di potere trasmettere ad altri quello che abbiamo realizzato a Palermo. L’esperienza maturata negli anni ci ha permesso di passare da un modello di lavoro basato esclusivamente sull’assistenzialismo a quello della cura e della riabilitazione della persona espressa in chiave interattiva e partecipativa". 

L’associazioneAvofid onlus nata nel '98 accoglie, senza distinzioni di età (inserimenti da 15 a 58 anni) e genere, le persone con disabilità psichica, fisica, sensoriale e neurologica. Grazie al progetto 8X1000 della chiesa valdese sono state realizzate due serre di 20 metri. A Giugno è stata attivata anche una piscina. Sedici sono gli operatori che si dedicano a loro tra psicologi, tecnici della riabilitazione psichiatrica, operatori Osa, autisti e volontari in grado di fornire il supporto necessario per svolgere le diverse attività. (set)

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