6 febbraio 2003 ore: 18:27
Giustizia

Gli enti locali riuniti a Perugia reclamano un ruolo attivo nel dibattito parlamentare

PERUGIA - Rappresentanti di diversi enti locali e regioni italiane (della Regione Emilia Romagna, delle Province di Pisa, Genova, Trento, Torino e Lecce, dei Comuni di Venezia, Roma e Siena) si sono riuniti stamattina a Perugia presso la sala del Consiglio comunale per confrontarsi sul tema della prostituzione, anche alla luce della proposta di legge Bossi-Fini-Prestigiacomo. Un incontro che ha rappresentato anche un?occasione per scambiarsi le diverse esperienze che le diverse amministrazioni hanno acquisito nel corso degli anni e individuare una serie di azioni comuni; tali azioni si sono concretizzate essenzialmente nel creare una rete stabile tra gli enti locali del Paese impegnati nella lotta allo sfruttamento sessuale e alla tratta di esseri umani e rafforzare il rapporto di collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura.
E c’è un punto su cui gli enti si batteranno strenuamente, cioè il potenziamento delle risorse: “Chiederemo al Governo centrale maggiori finanziamenti per progetti di protezione e recupero - ha detto l’assessore alle Politiche di coesione sociale di Perugia Wladimiro Boccali. - Quelli previsti per Perugia ammontano a circa 140.000 euro all’anno che il Comune integra con altri fondi”. Critico il giudizio espresso da tutti i rappresentanti degli enti locali presenti sul nuovo disegno di legge nazionale in materia: “Il principio - è stato commentato - è quello di nascondere per non vedere”. “Un presupposto sbagliato - ha rincalzato Boccali - che certamente non risolve il problema. Perché in questo modo si riduce l’efficacia del progetto di protezione e diventa più difficile intercettare chi sfrutta le prostitute e contemporaneamente tutelare le stesse prostitute. Lo sfruttamento sessuale si sta modificando, cambiano i modi di operare, è vero che si vedono meno prostitute per le strade, ma questo è dovuto a un loro spostamento negli appartamenti”. “Noi enti locali reclamiamo un ruolo attivo nel dibattito parlamentare - ha detto ancora l?assessore perugino - visto che finora non siamo stati minimamente consultati. Il disegno di legge del Governo prevede la punibilità della prostituzione su strada; l’approvazione di quella in condominio (previo accordo dei condomini) e in abitazioni private; la registrazione delle prostitute; la conferma dei percorsi di protezione sociale. Si liquida cioè in poco più di cinque articoli un fenomeno molto complesso e articolato. Senza garantire peraltro i giusti finanziamenti?. Il convegno di oggi è stato il primo incontro a livello nazionale tra le diverse istituzioni impegnate nell’attuazione dell’art. 18 del D.lgs 286/98 sullo sfruttamento sessuale, come evidenziato all’apertura dei lavori. “Il Comune di Perugia è andato oltre l?attuazione del decreto legislativo, costituendosi parte civile nei confronti degli sfruttatori della prostituzione – ha spiegato Boccali. - Il nostro programma di protezione, assistenza e integrazione sociale delle vittime di tratta è strutturato in diverse tappe: dalla fuga favorita dalle unità di strada, alla prima accoglienza, alla messa in sicurezza, all’autonomia e reinserimento nella società, attraverso borse di studio e corsi di formazione. In quattro anni sono state coinvolte 90 donne, mentre i contatti sono stati con centinaia di persone. Solo nel periodo luglio-dicembre 2002 le donne coinvolte nei programmi di protezione sociale, tutte con grado di scolarizzazione medio-basso, sono state 34". (ep)