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1 febbraio 2016 ore: 10:28
Economia

In centinaia ricordano Modesta Valenti e i senza dimora morti in strada

Tante candele accese per ricordare i senzatetto che nelle strade hanno perso la vita tra l'indifferenza con la Comunità di Sant'Egidio. Dei 7.709 senza dimora che vivono a Roma, 2.500 non trovano riparo per la notte e dormono su marciapiedi, porticati delle stazioni, sottopassaggi
Mani proteggono candela

Roma - Tante, troppe candele. Accese per ricordare i senzatetto che nelle strade hanno perso la vita. E' il gesto simbolico scelto dalla comunita' di Sant'Egidio per ricordare Modesta Valenti e tanti altri come lei, morti in poverta' e tra l'indifferenza. Modesta, morta il 31 gennaio 1983 davanti alla stazione Termini perche' nessuno le presto' soccorso, e' diventata nel tempo la 'santa dei senza dimora'. Era una clochard, trovava spesso rifugio nei locali della stazione. Quella notte si senti' male, ma gli operatori dell'ambulanza che arrivo' si rifiutarono di aiutarla perche' era sporca e piena di pidocchi.

Sant'Egidio negli anni si e' caricata di preservarne la memoria. Ieri a a Trastevere, nella basilica di Santa Maria, c'erano centinaia di persone per ricordarla. Una messa a cui hanno preso parte anche tanti senzatetto, che la comunita' aiuta e a cui anche oggi, dopo la celebrazione, ha offerto un pranzo. "Oggi i poveri sono le persone che soffrono per la divisione della famiglia, per la mancanza di lavoro e gli anziani. E anche gli stranieri che vengono nel nostro Paese e non riescono a inserirsi. La poverta' aumenta- dice Marco Impagliazzo, presidente della Comunita' di Sant'Egidio- ci sono molte persone che vivono per strada o in situazioni veramente precarie, a Roma ne abbiamo contati 8 mila. Ricordando Modesta Valeri vogliamo abbracciare tutte queste persone, per non farle sentire sole e mandare un messaggio a tutti i cittadini di Roma: quando incontrate un povero date una mano, avvicinatevi, perche' purtroppo come nella storia di Modesta l'isolamento puo' provocare la morte. Noi, invece, vogliamo mandare da questa chiesa un messaggio di vita, di solidarieta' e di misericordia".

Tra i banchi della chiesa c'e' anche il viceministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale Mario Giro. "Credo che momenti come questo, che ricordano gli ultimi fra gli ultimi- sottolinea- siano molto importanti perche' l'imbarbarimento della nostra societa' nasce anche dall'indifferenza verso quelli che il papa chiama gli 'scarti'. Si deve ripartire da qui". L'appuntamento di Santa Maria in Trastevere e' solo il primo di una lunga serie: nelle prossime settimane, fino alla fine dell'inverno, in altri quartieri di Roma e in numerose citta' italiane ed europee, si svolgeranno altrettante celebrazioni della memoria, promosse dalla Comunita' di Sant'Egidio.

Dei 7.709 senza dimora che vivono a Roma (e' una stima del 2104 dell'Istat, del ministero del Lavoro e della Caritas) c'e' ospitalita' in strutture attrezzate per circa il 25% di loro. Si stima che in 2.500 non trovano riparo per la notte, arrangiandosi a dormire su marciapiedi, porticati delle stazioni, sottopassaggi. Circa 3 mila persone trovano rifugio in alloggi precari e di fortuna.

La Comunita' di Sant'Egidio ha aperto anche quest'anno per il periodo invernale uno spazio di accoglienza all'interno di palazzo Leopardi che si aggiunge alle altre strutture gia' attive tutto l'anno a Trastevere. La Comunita' negli ultimi anni ha esteso il suo intervento nella periferia di Roma fino a toccare comuni limitrofi, in particolare sul litorale, come Anzio, Nettuno, Ostia, Fiumicino, Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia.

Nel 2015 Sant'Egidio ha distribuito 4,5 tonnellate di cibo a settimana; 12 mila coperte e sacchi a pelo; 110 mila cene per le strade di Roma e dintorni; 90 mila quelle servite nella storica sede di via Dandolo; 5 mila i volontari che hanno lavorato per servire i pasti. (DIRE)

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