6 novembre 2001 ore: 11:35
Non profit

Appello ai parlamentari: ''Ricordatevi della marcia Perugia-Assisi e dite no al conflitto in Afghanistan''

PERUGIA - In vista del dibattito parlamentare sulla possibile partecipazione dell’Italia alla guerra in corso in Afganistan, i promotori della Marcia per la pace Perugia-Assisi rivolgono un appello a tutti i deputati e senatori che può essere così riassunto: “Ricordatevi dei trecentomila della Marcia Perugia-Assisi e dite no al coinvolgimento dell’Italia in guerra dell’Afganistan”.
E’ scritto nell’appello: “Oggi noi tutti siamo chiamati a fare i conti con i fatti e l’evoluzione reale della situazione, con gli effetti reali dei bombardamenti, con il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto, con la destabilizzazione del mondo musulmano in corso e con gli altri numerosi problemi evidenziati. Alcuni fatti appaiono ogni giorno più chiari. Primo: il terrorismo è una minaccia contro l’umanità e contro le prospettive di miglioramento del mondo in cui viviamo, contro la società civile e tutti coloro che si battono per la globalizzazione dei diritti umani e della democrazia, contro l’occidente ma anche contro l’Islam e il dialogo interreligioso. Secondo: la guerra in corso sembra non risolvere ma aggravare il problema (…). Terzo: come non riflettere sul fatto che per la gran parte dei musulmani questa guerra non è diretta contro il terrorismo ma contro la loro religione? Com’è possibile ignorare l’odio e la voglia di vendetta che si sta diffondendo nel mondo arabo e musulmano? Dove ci porterà questa spirale? Le incognite sono enormi. I rischi ancora di più. Perché continuare su questa strada?”.
Date queste considerazioni, il Tavolo della Pace rinnova a tutti l’appello a fare quanto possibile per ottenere la sospensione e la fine dei bombardamenti e scongiurare l’annunciata catastrofe umanitaria e una estensione della guerra ad altri paesi. A tal proposito vengono suggerite delle mosse: portare massicci aiuti alla popolazione civile dell’Afganistan ed esigere che il futuro governo provvisorio dell’Afganistan si impegni a rispettare i diritti umani anche con la partecipazione di una donna incaricata di promuovere il riconoscimento dei diritti delle donne; intervenire subito in Medio Oriente con fatti concreti, in grado di imporre l’immediato rispetto degli accordi di Oslo e delle risoluzioni delle Nazioni Unite e la fine delle azioni terroristiche; dare all’Onu tutte le risorse e i mezzi necessari per individuare i responsabili e i complici degli attentati terroristici assicurandoli alla giustizia, isolando i loro sostenitori, proseguendo lungo la strada tracciata dalle risoluzioni approvate sin dal 12 settembre; fare ogni sforzo per sollecitare la ratifica e l’insediamento immediato della Corte Penale Internazionale cui spetta il compito di perseguire tutti i crimini contro l’umanità; combattere ogni politica e atteggiamento tesi a contrapporre l’Occidente e l’Islam e a prefigurare uno scontro di civiltà e di religioni promuovendo, sin dalle nostre comunità, l’incontro e il dialogo; rilanciare la cooperazione internazionale a tutti i livelli, rendendo più efficace quella del nostro paese attraverso l’aumento delle risorse e la riforma della legge, mediante l'adozione di coerenti politiche locali, nazionali e sovranazionali che coinvolgano e puntino al rafforzamento della società civile e degli enti locali, per sradicare la povertà e promuovere il pieno rispetto dei diritti umani.
© Copyright Redattore Sociale