4 marzo 2014 ore: 15:45
Giustizia

Furti di medicinali dagli ospedali, nuovo business della criminalità organizzata

Dal 2006 al 2013 si sono verificati 70 casi, per un valore complessivo di 18,7 milioni di euro. Colpi su commissione, che hanno subito un'impennata: 51 quelli verificatisi l'anno scorso. Fanno gola farmaci contro il cancro, immunosoppressori e antireumatici. Finiscono all’Est
Farmaci, pillole

MILANO - Il furto di medicinali dagli ospedali è una delle nuove frontiere della criminalità organizzata. Dal 2006 al 2013 si sono verificati 70 casi, per un valore complessivo di 18,7 milioni di euro. Dei veri colpi su commissione, che hanno subito un'impennata, visto che sono ben 51 quelli verificatisi l'anno scorso. A far gola sono soprattutto i farmaci contro il cancro, gli immunosoppressori e gli antireumatici. Sono i più costosi e finiscono poi sui mercati dell'Est Europa, in Grecia ma trovano acquirenti anche in Italia. È quanto emerge dallo studio realizzato dal centro di ricerca Transcrime dell’università Cattolica di Milano. "Si tratta di farmaci di  classe H o A, interamente coperti dal Servizio sanitario nazionale – sottolineano i ricercatori -. È quindi un danno per il bilancio per lo Stato, oltre che per la salute degli italiani".

Le regioni più colpite sono la Campania (17 furti) e la Puglia (14 casi). Vengono presi di mira soprattutto gli ospedali più grandi, dove è più facile aggirare i controlli. La palma nera spetta al Federico II di Napoli, con 5 furti, seguito dal Cardarelli di Campobasso con 3. I colpi vengono realizzati da gruppi criminali specializzati, probabilmente legati alle mafie "tradizionali" (in particolare la camorra). "Sono capaci di infiltrarsi o corrompere il personale medico e in grado di riconoscere, stoccare, trasportare e piazzare i farmaci sul mercato illegale", scrivono i ricercatori. Il rapporto completo è sul sito www.trascrime.it. (dp)

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