14 settembre 2018 ore: 16:12
Famiglia

Anziani, inibire gli ospizi lager? "In Emilia-Romagna ora si può"

L'ultimo caso di maltrattamenti ad anziani in una casa famiglia e' stato scoperto proprio in questi giorni a Ravenna. Per contrastare il fenomeno, la Regione Emilia-Romagna ha siglato un accordo con i sindacati dei pensionati per nuove...

BOLOGNA - L'ultimo caso di maltrattamenti ad anziani in una casa famiglia e' stato scoperto proprio in questi giorni a Ravenna. Per contrastare il fenomeno, la Regione Emilia-Romagna ha siglato un accordo con i sindacati dei pensionati per nuove regole a cui dovranno sottoporsi queste strutture. L'accordo e' stato sottoscritto anche dall'Anci: i controlli in queste strutture, del resto, sono di competenza dei singoli Comuni. Saranno, dunque, i municipi adesso a doversi dotare di regolamenti ad hoc sulla base delle linee di indirizzo fissate da viale Aldo Moro a fine luglio. Si tratta, tuttavia, di norme non stringenti, almeno per ora, visto che questo tipo di strutture risponde alle norme (molto blande, denunciano Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil) stabilite a livello nazionale, che addirittura inquadrano le case famiglia aperte dai privati come realta' a carattere 'alberghiero' (sono destinate a persone con un lieve livello di non autosufficienza), fissando solo alcuni requisiti base cui attenersi.

L'iniziativa della Regione, condivisa con i sindacati dei pensionati, prova ad andare oltre innescando un meccanismo premiante per le case famiglia che vorranno alzare l'asticella della qualita' adottando i requisiti fissati dall'accordo ed entrando, di fatto, nella rete dei servizi territoriali. Quali? I medici di famiglia devono poter certificare lo stato di salute dell'anziano all'ingresso nella casa famiglia, ma si dovrebbero prevede stanze con massimo due letti, l'assenza di barriere architettoniche, la possibilita' di accesso per associazioni e realta' del territorio per arricchire la vita quotidiana degli ospiti, il costante collegamento con le strutture socio-assisteziali territoriali per la verifica delle condizioni degli anziani e di eventuali aggravamenti che richiedessero il trasferimento in strutture idonee.

"Non devono essere strutture chiuse", scandisce Daniela Bortolotti dello Spi. In Emilia-Romagna sono circa 600 le Case famiglia che ospitano persone anziane, per un totale di oltre 3.000 posti letto. Una realta' che si e' diffusa molto rapidamente in risposta alle esigenze oggettive di assistenza di una popolazione anziana sempre piu' numerosa e fragile. "L'obiettivo e' far capire alle famiglie che si possono rivolgere a strutture di qualita' e controllabili", aggiunge la segretaria dello Uilp, Rosanna Benzazzi.

Emanati i regolamenti da parte dei Comini (non tutti ne se sono datati, oer esempio, Bologna non ce l'ha), dunque ogni casa famiglia non abusiva, che abbia comunicato, cioe', l'inizio della propria attivita' all'amministrazione locale, finira' in un elenco generale. Quelle realta' che decidessero di sposare i requisiti individuati dai nuovi regolamenti potranno accedere invece ad una lista di strutture di 'qualita''. "Intanto, insisteremo affinche' la Regione si muova in sede di Conferenza Stato-Regioni per miodificare gli aspetti del decreto nazionale, in modo da stabilire regole piu' stringenti per i privati", afferma Bortolotti. "Andremo avanti per ottenere tutti i miglioramenti possibili", assicura Rina Capponi della Fnp-Cgil. (DIRE)

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