2 novembre 2015 ore: 17:03
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Servizio civile per 15 mila ragazzi nel 2014, il nodo delle risorse

Relazione al Parlamento. Il numero di domande supera di quasi sei volte quello dei volontari richiesti e al Sud (isole comprese) il divario è anche più ampio. Sono per lo più donne, il 33% dei ragazzi in servizio ha tra 24-26 anni. L'esperienza di Expo e l'apertura agli stranieri
Servizio civile grafici - Fondi statali

ROMA - È stata presentata al Parlamento e resa nota lo scorso 29 ottobre dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, la "Relazione sull'organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile nell'anno 2014". Il Report, curato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, traccia il bilancio del lavoro svolto e i principali temi riguardanti il servizio civile nazionale nel 2014, a partire dai progetti presentati, dai bandi emanati e dai volontari avviati.

Tre le principali novità di questa Relazione: dopo lo stop del 2013, che rende difficile anche un confronto numerico, la ripartenza della macchina del servizio civile con l’avvio di 15.114 volontari, la risoluzione dell’annosa questione della partecipazione dei giovani stranieri e il lancio di varie sperimentazioni, tra cui quella legata a Garanzia Giovani. 

Servizio civile grafici - Volontari avviati

Nel corso del 2014, i volontari avviati al servizio civile nazionale sono stati 15.114, di cui 14.637 in Italia e 477 all’estero, selezionati tra coloro che hanno partecipato all’unico bando di selezione pubblicato dell’anno 2013”, anno in cui gli avvii erano stati appena 896, spiega la Relazione al Parlamento. Alto il numero di domande da parte dei giovani, che sono state un totale 90.248, circa sei volte (5,84 per la precisione) il numero dei volontari richiesti. “Tale rapporto – spiega il testo – è nettamente superiore a quanto si rileva per gli anni precedenti (ad eccezione del 2013 per via dei bassi numeri)”, quando  il rapporto era inferiore ad 1:4. Al Sud ( isole comprese) continua il trend degli anni precedenti, con un alto numero di domande presentate (48,3%), seguito a notevole distanza dal Nord (28,3%). Il Centro si attesta al 21,1%, mente l’Estero (2,3%) non arriva neanche a tre punti percentuale. E come negli anni precedenti, il Sud con le isole hanno registrato il più alto divario nel rapporto tra domande e offerta: circa sette domande presentate per ogni posto disponibile.

Lo scorso anno poi per la prima volta hanno partecipato alle selezioni degli aspiranti volontari del servizio civile nazionale alcune categorie di cittadini stranieri a seguito del decreto del Capo del Dipartimento del 4 dicembre 2013, adottato in esecuzione dell’ordinanza del Tribunale di Milano che ha imposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande al bando di selezione. Su 90.248 domande pervenute, 613 sono state quelle presentate dagli stranieri; i giovani poi selezionati ed avviati sono stati 79 di cui 75 in Italia e 4 all’estero, mentre 15 sono gli stranieri subentrati in progetti già partiti. Successivamente – precisa il Rapporto – i cittadini stranieri hanno avuto la possibilità di partecipare anche alle selezioni relative ai bandi adottati nel corso del 2014: il bando speciale per la selezione di 1.304 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia autofinanziati, pubblicato il 15 ottobre 2014, e  il bando relativo al programma Garanzia Giovani per la selezione di 5.504 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale nelle Regioni, pubblicato 15 novembre 2014”. Sugli avvii effettivi di giovani stranieri in questi bandi bisognerà però aspettare la pubblicazione dei dati del 2015.

Rispetto agli avvii complessivi, i numeri confermano alcuni trend ormai consolidati da anni, come la predominanza delle donne (66,6%) sugli uomini (33,4%) e della fascia di età 24 – 26 anni in cui ricadano il 33,4% circa di tutti i volontari, seguita dalla classe 21 – 23 anni con il 30,7%, mentre a distanza ci sono le classi 27 – 28 anni con il 18,6% e la classe più giovane (18– 20 anni) con il 17,3%.

“La quasi totalità dei volontari – spiega la Relazione - ha un livello di istruzione secondaria o universitaria. Circa il 60% dei volontari è in possesso di un diploma di scuola media superiore,  seguono i volontari che hanno conseguito una laurea magistrale (21,5%) e quelli con la laurea breve (12,6%). La percentuale di volontari in possesso di licenza media è pari al 6,65%, cinque unità sono in possesso della sola licenza elementare. La maggiore concentrazione dei laureati si riscontra al Nord, sia per laurea breve (14,0%) che laurea specialistica (27,1%), seguita dal Centro con il 13,1% per la laurea breve e 24,5% per la specialistica. Il Sud si colloca, come negli anni precedenti, all’ultimo posto con il 11,3% per la laurea breve e il 15,9% per la laurea. Diverso invece il discorso per quanto riguarda il diploma di maturità. In questo caso il Sud raggiunge il 66,7% del totale, scavalcando tutte le altre aree territoriali. Il peso della licenza media raggiunge il suo massimo nelle regioni del Nord con il 7,8%. I dati confermano che il Servizio civile nazionale è appannaggio dei volontari dotati di un buon livello di risorse culturali ed economiche, escludendo di fatto i giovani con meno opportunità socio-culturali”.

Per quanto riguarda la distribuzione nei settori di attività, dei 14.637 volontari avviati in Italia, più della metà (il 60,8%) è stato inserito nei progetti collocati nell’ambito dell’Assistenza, seguono a notevole distanza l’Educazione e Promozione Culturale con il 24,6% e il Patrimonio Artistico Culturale con il 10,8%. I settori dell’Ambiente e della Protezione Civile nel 2014 sono al di sotto del 3%. “Un dato significativo – spiegano i tecnici del Dipartimento - è rappresentato dalla quota dei volontari (41,9%) inseriti nel settore Assistenza nell’Italia del Sud, isole comprese (capofila sono la Sicilia con il 15,5% e la Campania con il 13,3%) che rappresenta quasi la metà del totale dei volontari avviati in Italia in questo settore. L’alta concentrazione di volontari nel settore Assistenza è collegata alla tipologia dei progetti e agli obiettivi individuati dagli stessi relativi alle necessità della popolazione”.

Sempre in riferimento agli oltre 15 mila avvii del 2014, gli abbandoni hanno riguardato (dati rilevati fino alla fine di marzo 2015) 2.872 giovani, pari al 19% del totale. Di questi, 1.102 sono volontari idonei selezionati che non hanno preso servizio alla data prevista (il 7,3% degli avviati). Altre 1.770 unità sono riferite a volontari in servizio che lo hanno interrotto durante il loro svolgimento (11,7% degli avviati). Anche nel 2014, l’analisi degli abbandoni “per settore di intervento evidenzia che la quota più elevata di rinunce e interruzioni (più della metà del totale) avviene presso enti che si occupano di Assistenza (59,6%), l’Educazione e Promozione Culturale raggiunge il 23,2% e il Patrimonio Artistico e Culturale il 10,6%; la somma di tutte le altre non raggiunge il 10% mentre la quota inferiore di abbandoni si rivela nella Protezione Civile (1,3%)”.

“L’anno 2014 – spiega poi la Relazione - è stato caratterizzato, a differenza degli anni passati, da una pluralità di interventi facenti capo a diverse tipologie di finanziamenti che hanno consentito di avviare, nel corso del 2015, un elevato numero di volontari, tale da raggiungere la soglia delle circa 50.000 unità. Il maggior numero di progetti di servizio civile nazionale presentati nel 2014 è stato finanziato con le risorse stanziate dalle leggi di stabilità a favore del Fondo nazionale per il servizio civile, relative agli anni 2014-2015”. Ciò ha permesso l’emanazione di un bando progettazione che è ricaduto sul 2015 durante il quale sono stati presentati 1.708 progetti (40,1% del totale) per un numero di volontari pari a 24.483 unità. Di tali progetti, 1.638 sono da realizzarsi in Italia con l’impiego di 23.700 volontari e 70 all’estero con 783 volontari (4,1% del totale). Alle Regioni e Province autonome sono stati presentati, da parte degli enti iscritti ai relativi albi, 2.555 progetti (59,9% del totale), per un numero complessivo di volontari pari a 18.270 unità (42,7% del totale). 

Ulteriore novità, insieme ai bandi sperimentali legati ad EXPO 2015 conclusi proprio in questi giorni e agli accordi con alcuni Ministeri, è stato l’avvio del programma Garanzia giovani, di cui il servizio civile nazionale è una misura, con il quale sono stati emanati nel 2014 un totale di 10 bandi per la selezione di 5.504 giovani nell’ambito delle Regioni interessate per un investimento di quasi 40milioni di euro. Nel dettaglio, i progetti presentati per accedere al finanziamento con Garanzia Giovani erano stati 1.230 progetti, di cui 431 al Dipartimento, per l’impiego di 6.246 volontari. Da quest’ultimo sono stati approvati 1.068 progetti per 5.510 volontari, respinti 162 (il 13,2% dei progetti) per 754 volontari. Nei settori di intervento dei progetti approvati, la percentuale più alta di volontari richiesti si presenta nel settore Assistenza con il 47,2% seguita dal settore Educazione e Promozione Culturale con il 35,0%, percentuali notevolmente più basse si riscontrano nei settori di Tutela del Patrimonio Artistico e Culturale (7,8%), Ambiente (65%) e Protezione Civile (3,5%). 

Servizio civile grafici - Fondi statali

“Già nel corso del 2014 – commenta il Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Luigi Bobba - l’impegno profuso ha iniziato a produrre risultati concreti, sono state reperite risorse che consentiranno a circa 50.000 giovani di poter partecipare all’esperienza di servizio civile nazionale, anche attraverso il programma Garanzia giovani che è rivolto in particolare a ragazze e ragazzi in condizioni più disagiate rispetto a loro coetanei. Quando la legge delega per la Riforma del Terzo settore - che ricomprende la disciplina del Servizio Civile Universale - sarà approvata, potremo con i successivi decreti legislativi conseguire finalmente l’obiettivo di avere un servizio civile universale, cioè aperto a tutti i giovani che desiderano fare questa esperienza”. Ma su quest’ultimo punto torna di attualità proprio in questi giorni il nodo della carenza di fondi sufficienti per il servizio civile nazionale, tanto che la stessa Relazione al Parlamento ricorda come “nel corso degli anni, in corrispondenza con l’aggravarsi della situazione complessiva della finanza pubblica, vi è stata una progressiva contrazione nell’assegnazione delle risorse statali, per il periodo 2008/2012; dopo il 2012, l’anno peggiore quanto a consistenza dell’assegnazione statale, si evidenzia un incremento della dotazione finanziaria annua che si attesta, negli ultimi due anni, sopra quota 100 milioni di euro”. (FSp)

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