28 febbraio 2017 ore: 13:06
Disabilità

Special Olympics, al via i Mondiali invernali in Austria

In arrivo oltre 2.700 atleti con e senza disabilità, provenienti da 107 nazioni: 34 gli italiani in gara. Martedì 7 marzo la presentazione, con il presidente di Special Olympics Itaia Romiti, il presidente del Coni Malagò e il presidente del Cip Pancalli. Attesi 3 mila volontari, oltre mille coach, circa 20 mila spettatori. Le gare dal 14 al 25 marzo
Special Olympics Austria 2017

ROMA – 2.700 atleti con e senza disabilità, provenienti da 107 Paesi, accompagnati da oltre mille allenatori, assistititi da un esercito di 3 mila volontari e acclamati da circa 20 mila spettatori: sono questi i numeri del Mondiali invernali Special Olympics, in programma in Austria dal 14 al 25 marzo. Martedì 7 la presentazione dell'evento a Roma (Sala Giunta del Coni – Piazza Lauro de Bosis 15, ore 10.30), con il presidente di Special Olympics Italia, Maurizio Romiti, il presidente del Coni, Giovanni Malagò e il presidente del Cip, Luca Pancalli.

- “Un evento internazionale che accenderà i riflettori sulle politiche attuate nel mondo per l’inclusione delle persone con disabilità intellettiva nella società – spiegano i promotori - al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica ed abbattere ogni pregiudizio e forma di emarginazione”. L’Italia sarà rappresentata da un delegazione di 48 persone, di cui 34 atleti che gareggeranno nelle discipline dello sci alpino, sci nordico, snowboard e corsa con le racchette da neve. Dodici giorni per un evento mondiale che si svilupperà su 3 differenti location: Graz, Schladming - Rohrmoos e Ramsau. 

La cerimonia di apertura avrà luogo, sabato 18 marzo alle ore 19.00, allo Stadio Planai a Schladming. Le gare, in programma dal 19 al 23 marzo, si articoleranno in 9 specialità dello sport invernale: pattinaggio artistico (tradizionale e unificato), pattinaggio di velocità su ghiaccio, floorhockey (tradizionale e unificato), floorball (tradizionale e unificato), corsa con le racchette da neve, sci alpino, sci nordico, snowboard e stickshooting. La cerimonia di chiusura, prevista il 24 marzo alle ore 19.00, si terrà a Graz presso lo Stadio di Liebenau. 

Intenso il programma di ospitalità che attende gli atleti: dal loro arrivo, il 14 marzo, fino al 17, ci saranno quattro giorni di “Host Town”: iniziative e appuntamenti per conoscere le tradizioni locali, familiarizzare con un ambiente nuovo e creare i presupposti di un forte momento di integrazione e scambio culturale. Momento particolarmente significativo sarà quello della “Torch Run”, che a 10 giorni dall'inizio dei Giochi correrà in direzione di Schladming, attraversando 50 comuni e città austriache, coinvolgendo 80 agenti delle forze dell'ordine provenienti dall'estero. Durante i Giochi si terrà anche il Summit dei Giovani Leaders, quest’anno denominato “Generation Unified summit”, attraverso il quale giovani provenienti da tutto il mondo avranno l’occasione di confrontarsi sui temi dell'integrazione. 

In Austria, gli Specal Olympics sono di casa: qui infatti, a Salisburgo e Schladming. si volsero nel 1993 i primi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics organizzati al di fuori degli Stati Uniti. Vi presero parte, allora, 1.600 atleti provenienti da 63 nazioni e impegnati in cinque specialità sportive. “Gareggiare agli eventi, internazionali in particolare, dona agli atleti una grande opportunità di mettersi in gioco, aprirsi alla conoscenza di altre culture, di crescere rendendosi più autonomi e consapevoli delle proprie potenzialità – spiegano gli organizzatori - Una possibilità che, quando viene colta e vissuta nella sua interezza, coinvolge anche tutta la sua rete di relazioni, da quella familiare, a quella scolastica o lavorativa, da quella amicale a quella più estesa della comunità in cui l’atleta vive. Non è insolito – continua l'organizzazione - scoprire in ogni storia di vita degli atleti un punto di svolta, un cambiamento positivo che il più delle volte coincide proprio con l’esperienza internazionale che hanno l'opportunità di vivere con Special Olympics; si torna a casa con un bagaglio più ricco, non soltanto per il peso delle medaglie conquistate sul podio”

E così Special Olympics ha scelto di raccontare le 34 storie degli atleti italiani in partenza per l'Austria, sul sito “Io adotto un campione”: come quella di Giulia, che “aveva difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei che tendevano ad isolarla”; o quella di Mario, “cresciuto in campagna in una famiglia di contadini, numerosa e semplice, non aveva mai avuto l’opportunità di viaggiare”; o quella di Luisa, la quale “credeva che non avrebbe più potuto coltivare la sua passione”, mentre Alessandro “voleva a tutti i costi seguire la pista di suo fratello maggiore, istruttore di sci”.

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