10 maggio 2001 ore: 15:42
Non profit

I giovani in Turchia rischiano il carcere a vita: appello-denuncia dell'associazione Papa Giovanni XXIII

RIMINI - L'associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII", nell'ambito del Progetto GO-EL, promosso a tutela del diritto all'obiezione di coscienza nei Paesi dove il peso del potere militare è preponderante, lancia un appello per sostenere la lotta degli obiettori di coscienza in Turchia.
Il prossimo 15 maggio infatti, nel corso di due manifestazioni a Istanbul e ad Ankara, alcuni giovani turchi dichiareranno il loro rifiuto del servizio militare. In Turchia, per chi obietta, c'è il carcere a vita e il rischio concreto di dover scegliere una vita da clandestini nel proprio paese. L'associazione Papa Giovanni ha deciso insieme alle associazioni promotrici della manifestazione (lo IAMI di Istanbul, un gruppo di ragazzi e ragazze che si dichiarano obiettori di coscienza e rifiutano ogni forma di violenza, e l'ISKD di Izmir) di scrivere una lettera aperta ai rappresentanti della società civile turca (associazioni, sindacati, ONG, ecc..) perché vengano a conoscenza della loro azione e per invitarli a prendere una posizione di sostegno nei loro confronti.
Papa Giovanni sta quindi raccogliendo urgenti adesioni alla lettera appello, che verrà tradotta in turco ed inviata ad un elenco di circa 200 gruppi presenti in Turchia. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di rompere l'isolamento attorno agli obiettori di coscienza e di aprire un dibattito all'interno della società civile turca per rafforzare le iniziative di pace e per il riconoscimento del diritto all'obiezione di coscienza.
In Turchia non è riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza e chi obietta viene considerato disertore, mentre il fatto di rendere pubblico tale atto fa incorrere in una condanna supplementare, con l’accusa di allontanare le persone dal servizio militare. La pena è il carcere: a vita. Osman Murat Ulke, un ragazzo che si è dichiarato obiettore, è stato incarcerato a più riprese. Ogni volta che rinnovava il suo rifiuto di prestare servizio militare veniva ripreso e il periodo di detenzione è stato sempre più lungo, senza alcuna certezza della pena.
È anche disponibile presso l'associazione un breve film-documentario: "Il coraggio della disobbedienza - obiettori di coscienza in Turchia", il racconto della manifestazione del 14 Maggio 2000, ad Istanbul durante la quale Ugur Yorulmaz, Timucin Kizilay e Hasan Cimen hanno espresso pubblicamente la loro decisione di rifiutare la chiamata al servizio militare.
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