30 marzo 2019 ore: 20:53
Famiglia

Famiglia, scontro politico Lega – M5S: ecco il "pasticcio" sulle adozioni

Giornata incandescente fra i due alleati di governo. Salvini sollecita Spadafora e il premier Conte a “fare di più” in materia. Palazzo Chigi risponde con una nota ufficiale: "La delega sulle adozioni è del ministro Fontana”. Il quale però rilancia: "Conte ha nominato la Cai senza consultarmi, un mese fa ho chiesto di rinunciare alla delega"

ROMA – Lo scontro sui contenuti era inevitabile, con il vice premier Salvini a Verona per partecipare al Congresso delle Famiglie e il vice premier Di Maio a Roma per una iniziativa sui giovani presentata proprio in contrasto con l'appuntamento veronese. Ma la giornata ha portato anche una sorpresa, un vero e proprio botta e risposta fra i due alleati di governo al quale non si sottratto - seppur indirettamente - neppure il premier Conte, sul tema delle adozioni. Con il risultato che, a tarda serata, quella che traspare è la sostanziale assenza di un confronto e di una interlocuzione fra le due anime dell'esecutivo, ciascuna delle quali sembra scaricare sull'altra le responsabilità di una azione di governo non particolarmente brillante in questo campo.

L'avvio della contesa lo si deve al leader della Lega Salvini, che da Verona chiede al sottosegretario alla presidente del Consiglio Spadafora (M5S) di fare di più per le adozioni. A ribattergli a distanza è il capo politico del M5S, Di Maio, che gli manda a dire che la delega alle adozioni è in realtà in mano proprio al ministro (leghista) della famiglia, quel Lorenzo Fontana che è presente, con Salvini, al Congresso delle Famiglie. Il leader della Lega precisa come la Commissione adozioni internazionali veda però a capo proprio il presidente del Consiglio, il quale reagisce con una nota ufficiale in cui di fatto rimanda al mittente l'accusa, chiedendo "di studiare le cose prima di parlare". Ultimo atto? Nient'affatto, perché Fontana a sua volta spiega che Conte non lo ha consultato quando si è trattato di nominare i componenti della Commissione adozioni internazionale e per questo ha chiesto da oltre un mese - senza ricevere alcuna risposta - di rimettere la delega sulle adozioni internazionali alla Presidenza del Consiglio. Controreplica di Palazzo Chigi: Conte ha chiesto a Fontana di indicare un nominativo per la Commissione, e sta ancora aspettando quella indicazione. Ma in ogni caso la non condivisione delle nomine non giustifica il blocco delle attività amministrative della Commissione stessa. Insomma, un gran pasticcio di governo. 

Ripercorriamo nel dettaglio tutta la storia dello scontro sulle adozioni. Salvini aveva detto: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino", mentre nei confronti di Conte aveva esclamato: "Sul tema adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia". Di Maio aveva subito risposto all'alleato di governo: “Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte”.

Poi arriva la nota di Palazzo Chigi, emessa in serata dopo le polemiche fra Salvini e Di Maio recita: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega, Lorenzo Fontana. Il presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano". Con tanto di stilettata finale, alquanto eloquente dei rapporti tesi di queste settimane fra i due alleati di governo: "Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione".

box A stretto giro, ecco la puntualizzazione che arriva dall'entourage del ministro Fontana: «Da oltre un mese il Ministro Fontana ha chiesto di formalizzare la remissione della delega relativa alle adozioni internazionali a causa del fatto che il presidente Conte ha autonomamente indicato i componenti della struttura Cai (Commissione Adozioni Internazionali)». «Questo - aggiungono le fonti del ministero - ha comportato un grave problema nell’attuazione della delega, costringendo il Dipartimento Famiglia a chiedere di spostare alla segreteria generale della Presidenza i capitoli di bilancio delle adozioni internazionali. Si sottolinea inoltre che la presidenza della Commissione Adozioni Internazionali è stata fin dall’inizio in capo al Presidente del Consiglio, che ha scelto di non delegarla».

Finita qui? Manco per sogno. Ancora fonti di Palazzo Chigi confermano che tutte le deleghe sulle adozioni, comprese quelle internazionali, sono sempre rimaste in capo a Fontana e che la presa di posizione del Dipartimento della Famiglia ha provocato una grave situazione di stasi nell’attività della Commissione Adozioni, situazione che si è sbloccata solo grazie alle sollecitazioni giunte proprio dalla Segreteria generale della Presidenza del Consiglio. Il riferimento è proprio alla richiesta di spostare i capitoli di bilancio delle adozioni internazionali dai conti del ministero a quelli di Palazzo Chigi. “L’intervento del Segretario generale – affermano dalla presidenza del Consiglio – ha permesso che si sbloccassero pagamenti per i rimborsi per le spese adottive che le famiglie interessate aspettavano da tempo”. E ancora, "desta sorpresa – si dice da Palazzo Chigi – che la non condivisione sulle nomine di alcuni componenti della commissione adozioni, legittima prerogativa del Presidente del Consiglio, possa aver determinato un blocco delle attività amministrative in capo al Dipartimento del ministro Fontana, con conseguenti pregiudizi per le famiglie italiane. Peraltro il Presidente Conte ha invitato il ministro Fontana a indicare un proprio nominativo tra i componenti della commissione. Stiamo ancora attendendo la relativa indicazione. Queste polemiche sono davvero incomprensibili”.