15 ottobre 2013 ore: 15:15
Disabilità

Il Comitato 16 novembre: “Non ci sono soldi per i disabili"

Il Comitato ribadisce la richiesta al ministero: si approvi il progetto “Restare a casa” che porterebbe ingenti risparmi alle casse dello Stato, maggiore impiego di personale qualificato rispetto alle Rsa dove il rapporto è in media di 1 a 15, abbattimento del lavoro nero
Disabile in carrozzina 2

ROMA – “Per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006,  n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è autorizzata la spesa di 280 milioni di euro per l’anno 2014”. E’ quanto contiene la bozza della Legge di stabilità, stasera in discussione in Consiglio dei ministri. “Noi avevamo chiesto di aumentare il fondo – commenta Mariangela Lamanna del Comitato 16 novembre raggiunta dalla nostra redazione al telefono – e il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, quando il 12 giugno ci siamo incontrati, aveva detto ‘Lo aumenteremo di quanto sarà necessario’. Ora, l’aumento è stato minimo, irrisorio. Questo ci conferma che soldi non ce ne sono e che per i disabili ce ne sono ancora meno”. Ci indigniamo, giustamente, per i migranti di Lampedusa – è il commento di Lamanna -, ma poi non ci accorgiamo dei disabili abbandonati e condannati a morte. Loro, il Comitato 16 novembre, lo dicono da tempo e ribadiscono con maggiore fermezza il concetto: “Per recuperare soldi per una gestione dignitosa degli ammalati gravi bisogna andare alla chiusura quasi totale delle Rsa, dove le persone sono mandate a morire”. Precisa Lamanna: “Non togliendo il posto a chi lavora nelle residenze sanitarie assistenziali, dove il rapporto operatore-assistito è in media di uno a 15, ma spendendo la metà si dà lavoro a più persone. Abbatteremmo anche il lavoro nero, perché rendicontiamo tutto”. Sono alcuni dei punti cardine del progetto “Restare a casa” che il Comitato ha presentato più di anno fa e di cui ha chiesto la considerazione, la valutazione e l’attuazione da parte del ministero. E sulla cui fattibilità logistica ed economica la nostra redazione ha interpellato più volte, in prima battuta, il ministero di Beatrice Lorenzin e i suoi tecnici senza riuscire ad avere risposta.

“Ci telefonano da tutta Italia persone disperate che vorrebbero togliere dalle Rsa i propri familiari e non hanno alternative” dice Lamanna, che propone: “Cominciamo con l’attuare il progetto ‘Restare a casa’, e usiaole come centro di sollievo, le strutture ex Rsa. Non si capisce – argomenta la referente del Comitato 16 novembre – perché ospedali chiudono perché ritenuti inutili e invece le Rsa, che molto spesso sono dei lager, nessuno le tocca”.

Quali azioni si vedono costretti a mettere in campo, malati e familiari del Comitato? “Dal 22 ottobre saremo davanti al ministero dell’Economia. Chiederemo di incontrare rappresentanti politici, perché quello che serve sono interventi governativi urgenti, che devono farsi subito. Stavolta non ce ne andremo senza risultati concreti”. (ep)

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