13 settembre 2017 ore: 14:17
Economia

Crisi, Confcommercio: al Sud grave peggioramento delle condizioni di vita

"La crisi, in termini di spesa per consumi, ha colpito in misura piu' accentuata le regioni del Mezzogiorno nelle quali la riduzione, in termini di variazione media annua, e' stata, tra il 2008 ed il 2013, del 2,4%
Povertà, uomo con pochi euro

ROMA - "La crisi, in termini di spesa per consumi, ha colpito in misura piu' accentuata le regioni del Mezzogiorno nelle quali la riduzione, in termini di variazione media annua, e' stata, tra il 2008 ed il 2013, del 2,4%, peggiore di circa un punto all'anno rispetto alle dinamiche osservate nelle regioni settentrionali". E' quanto emerge dalla 'Nota sulle economie territoriali' presentata oggi da Confcommercio. "Pertanto- sottolinea il documento- essendo i consumi pro capite un indice di benessere economico meno approssimativo del Pil, il peggioramento delle condizioni di vita nel Sud del Paese e' stato piuttosto grave, sia in termini assoluti sia in comparazione con il resto dell'Italia".

La ripresa economica che si sta consolidando – emerge dal rapporto - "e' ancora avvolta da molte incertezze. L'impulso a fidarsi poco dei risultati congiunturali nasce dalla scarsa intensita' dell'attuale ripresa: essa appare meno vigorosa sia rispetto alle precedenti analoghe fasi cicliche italiane quanto, soprattutto, nel confronto internazionale. Nel Sud il Pil pro capite del 2017 dovrebbe risultare pari al 53% di quello del Nord-ovest, valore ancora inferiore a quanto registrato nel '95 (54,5%)". "Tanto piu' che la crisi- si legge nel documento- che oggi si puo' collocare nei due bienni 2008-2009 e 2012-2013, oltre ad aver riportato l'economia italiana sui valori di meta' anni '90 ha avuto tra le conseguenze piu' pesanti l'interruzione del pur modesto processo di convergenza tra le diverse aree, lasciando in eredita' un Paese sempre piu' diviso in termini di ricchezza prodotta, consumi e occupazione. Dai dati emerge come tra il 1995 ed i 2007 l'economia meridionale sia cresciuta a ritmi analoghi a quelli riscontrati nel resto del paese (+1,3% medio annuo), mentre nel periodo recessivo si e' rilevata una contrazione del prodotto superiore di circa 3 decimi di punto all'anno rispetto al dato complessivo dell'Italia, con il conseguente ampliamento dei differenziali esistenti tra i singoli territori. Nel 2007 il Pil pro capite della Calabria, la regione con il piu' basso prodotto per abitante, era pari a poco piu' del 48% di quello del Trentino Alto Adige, la regione con il maggior prodotto: questo rapporto nel 2013 e' sceso al 43,8%. La ripresa avviatasi nel 2014 ha coinvolto tutti i territori mostrando spunti di vivacita' anche nel Mezzogiorno. Tuttavia- termina il documento- essa non sembra in grado di tracciare un sentiero di sviluppo atto a determinare un significativo avvicinamento tra le diverse aree del Paese". (Sor/Dire) 

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