28 febbraio 2018 ore: 13:50
Famiglia

I "gruppi di parola" che aiutano i figli ad affrontare la separazione

Non si sentono ascoltati, avvertono il conflitto di lealtà con i genitori e si percepiscono diversi dagli altri. La Garante Albano: "Possono aiutarli a ridefinire l'assetto delle relazioni della vita familiare". Verso una Carta dei diritti dei bambini nella separazione
Divorzio, separazione, coppia di spalle in penombra

Roma - Non si sentono ascoltati, avvertono il conflitto di lealta' con i genitori e si percepiscono diversi dagli altri: sono spezzati, come tirati tra le parti. Si descrivono cosi' i figli dei genitori separati. Ammettono di essere spesso stanchi del ruolo di messaggeri tra i genitori e affaticati dai continui trasferimenti tra una casa e l'altra.

Un desiderio comune a tutti i figli di genitori separati c'e': riunificare la famiglia, perche' in pochi accettano i nuovi partner della madre e del padre. In questo contesto e' nato il progetto 'Gruppi di parola, una risorsa per i figli dei genitori separati', promosso dall'Autorita' garante, in collaborazione con l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore e l'Istituto Toniolo di Studi Superiori.

"I destinatari sono i bambini e i ragazzi coinvolti nella separazione dei genitori. Sono piu' vulnerabili perche' attraversano una transizione complessa della vita familiare e faticano ad essere terzi. Questi gruppi possono aiutarli a ridefinire l'assetto delle relazioni della vita familiari". Apre con queste parole la conferenza di presentazione del progetto Filomena Albano, Autorita' garante per l'infanzia e l'adolescenza, questa mattina a Roma.

I Gruppi di Parola sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. È un'esperienza di gruppo - articolata in quattro incontri di due ore ciascuno, a cadenza settimanale - in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attivita', con l'aiuto di professionisti specializzati. Il Gruppo di Parola aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione, a trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficolta' legate ai cambiamenti familiari.

L'iniziativa coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all'incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento realizzato a distanza di un mese. "Sono convinta che i minori debbano conservare l'idea di famiglia- afferma Albano- ma di una nuova famiglia perche' e' mutato l'assetto, seppur rimanga intatto il presupposto che si puo' anche cessare di essere una coppia ma mai di essere genitori. È necessario salvaguardare la tutela dei legami dei bambini con tutti e due i genitori". Albano nella sua precedente esperienza di magistrato nell'ambito dei conflitti familiari ho visto sul campo "bambini e ragazzi che solo apparentemente ponevano domande banali: 'Domani con chi sto? Come faccio a vedere papa'? Come faccio a vivere in due posti diversi?'. I gruppi di parola- continua la garante- rappresentano allora un luogo in cui le persone di minore eta' possano condividere le loro emozioni, esperienze e anche i silenzi, che comunque parlano nelle situazioni di fragilita'"

L'obiettivo e' ambizioso: "La nostra speranza e' che i Gruppi di parola possano diventare l'elemento strutturale per la gestione delle separazioni. Nonostante il numero delle separazioni in Italia sia estremamente elevato- fa sapere l'Autorita' garante- manca una misura strutturale inserita in un piano nazionale che dia concretezza al principio della bigenitorialita' e che accompagni i bambini e i ragazzi nella gestione di una fase complicata della loro vita".

Per realizzare una eco moltiplicativa dei Gruppi di parola Albano promuovera' anche una 'Carta dei diritti dei bambini nella separazione'. "In Italia non esiste una Carta del genere- conferma Albano- per scriverla ci ispireremo ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, che all'articolo 8 prevede la tutela dei minori nella relazione familiare; all'articolo 9 parla del diritto del bambino a mantenere i rapporti con entrambi i genitori, anche se si separano. E infine, l'articolo 18 sottolinea la responsabilita' del genitore nell'educazione dei figli".

Alla base di tutto c'e' il principio dell'ascolto. "Qualsivoglia operatore che si debba occupare della separazione di una coppia dovra' ascoltare il minore e tra gli esperti coinvolti e sensibilizzati dal progetto ci saranno anche la magistratura che gestisce le separazioni e i divorzi, e che si trova a determinare l'affidamento dei figli, nonche' la gestione pratica della vita dei figli. La nostra prospettiva- conclude Albano- e' favorire l'introduzione di un mutamento culturale che porti i genitori separati a smettere di pensare in termini di antagonismo".

Un primo obiettivo dei promotori del progetto e' la realizzazione di 7 Gruppi di parola: 4 a Roma, 2 a Milano e 1 a Napoli, tutti gratuiti, associati alla somministrazione di un questionario - appositamente predisposto per questo progetto - per valutare il Gruppo di parola dal punto di vista dei figli partecipanti e dei genitori.

A Roma sono gia' stati completati i primi due gruppi ai quali hanno partecipato complessivamente 15 bambini e un terzo si avvia oggi con 8 ragazzi di 12-16 anni. A Napoli e' iniziato il 15 febbraio un gruppo con 5 bambini, a Milano e' partito la scorsa settimana il primo dei due gruppi previsti, con 5 ragazzi. Gli ultimi gruppi previsti dal progetto saranno realizzati il prossimo maggio a Milano e Roma.

Un ulteriore obiettivo del progetto e' la rilevazione delle esperienze realizzate sul territorio italiano, per avere una mappa aggiornata dell'offerta di Gruppi di parola. Insieme a questa indagine si intende promuovere la creazione di un network nazionale di centri e professionisti formati alla conduzione dei Gruppi di Parola, esperti e affidabili, ai quali le famiglie possano rivolgersi con fiducia.  (DIRE)

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