10 novembre 2017 ore: 14:56
Immigrazione

Un appartamento per sei: prove di autonomia per 3 ragazzi italiani e 3 rifugiati

Da poco più di un mese è partito a Busto Arsizio un nuovo progetto di co-housing, promosso da Refugees Welcome e l'associazione Quindi. Per sei mesi condivideranno vita quotidiana e si aiuteranno negli studi così come nella ricerca di un lavoro
Coabitazione tra italiani e rifugiati - esperienza di milano
Coabitazione tra italiani e rifugiati - esperienza di milano

MILANO - Un appartamento in condivisione come tanti, abitato da sei persone: chi studia, chi cerca lavoro, chi un lavoro già ce l’ha ma spera di trovarne uno migliore. Tre ragazzi italiani e tre ragazzi rifugiati sono i protagonisti di un nuovo progetto di co-housing, avviato a Busto Arsizio dalle associazioni "Quindi" e Refugees Welcome Italia: Giulia, 25 anni, studentessa di cooperazione internazionale; Diana, 27 anni, laureata in scienze dell’educazione; Davide 32 anni, grafico; Amara, 20 anni, il più giovane della casa, viene dalla Guinea e frequenta un corso di aiuto cuoco; Alassane 22 anni, della Costa d’Avorio, sta svolgendo un tirocinio in una sartoria; Sirifo, 31 anni, guineiano, cerca lavoro. La casa a Busto Arsizio, nella quale hanno iniziato a vivere assieme da ottobre, li ospiterà per un periodo di sei mesi, rinnovabile una sola volta per altri sei mesi: questo è il tempo che hanno a disposizione per conoscersi, sostenersi, contaminarsi, raggiungere l’autonomia con un lavoro, magari non troppo temporaneo.

Intorno a loro c’è anche una comunità che ha deciso di accoglierli e di accompagnarli in questa avventura, per facilitare la loro autonomia e la loro integrazione. Il progetto è infatti partito grazie alla donazione di un privato, che ha messo a disposizione l’appartamento in un comodato d’uso gratuito per 10 anni all’associazione "Quindi", e che ha visto una larga partecipazione della cittadinanza: tanti i volontari, semplici cittadini che, assieme ad alcune associazioni locali, hanno contribuito a rimettere a posto l’appartamento e ad arredarlo. L’associazione Refugees Welcome Italia, che promuove a livello nazionale l’accoglienza in famiglia di rifugiati, si è occupata di selezionare e far conoscere i ragazzi. Uno di loro, Alassane, titolare di protezione umanitaria come gli altri due, ha da poco terminato un periodo di convivenza con una famiglia italiana della zona che lo ha ospitato per sei mesi: per lui il passaggio in un appartamento condiviso con coetanei italiani e stranieri è un ulteriore importante passo verso l’indipendenza.

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