3 agosto 2020 ore: 11:59
Non profit

Le Cucine Popolari di Bologna compiono 5 anni

di Ambra Notari
Colazioni, pranzi e cene di solidarietà, centinaia di iniziative rivolte a tutta la città: compiono 5 anni le mense gestite dell’associazione Civibo. Nessuna festa per l’emergenza sanitaria, ma nuove attività pronte a partire: orti popolari e un punto di ascolto sulla salute al Battiferro
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I volontari al lavoro agli orti popolari

BOLOGNA - Cinque anni intensi, tre cucine perfettamente rodate, una prossima all’inaugurazione. Centinaia di iniziative di solidarietà, cene multietniche, colazioni e pranzi solidali. Le Cucine Popolari compiono 5 anni – 21 luglio 2015-21 luglio 2020 – ma nessun festeggiamento causa coronavirus: una grossa rinuncia per chi, da sempre, ha fatto della prossimità la propria cifra stilistica. I numeri dei pasti serviti, in questa emergenza sanitaria ancora aperta, sono costantemente cresciuti (i numeri dicono +80 per cento): alle tre mense cittadine si sono affacciate persone che, mai prima di oggi, avrebbero pensato di averne bisogno. Ma la crisi, si sa, ha colpito duro soprattutto quelle fasce di popolazione che vivono di lavori saltuari, quelle famiglie che, senza mensa scolastica, non riescono ad assicurare ai propri figli i tre pasti principali.

E mentre proseguono le attività per l’apertura della quarta Cucina (Villa Paradiso, Quartiere Savena), sono partiti i lavori per realizzare nuovi orti popolari. La zona scelta è un’area della periferia di Bologna, in via Fantoni, al Pilastro. I volontari hanno cominciato a pulire dalle erbacce gli spazi che saranno dedicati agli orti, per poi preparare i terreni per la semina. Il progetto nasce da una collaborazione tra CAAB (Centro agrialimentare di Bologna), 6000 Sardine, Cucine Popolari, Fondazione Grameen Italia: l’idea è di mettere in produzione terreni incolti e di destinare i prodotti per il 50 per cento agli ortolani e per l’altro 50 alle Cucine Popolari. Slogan dell’iniziativa, “Chi semina umanità raccoglie comunità”. Si cercano volontari: “Lavorare il terreno è un’opportunità di coesione sociale di apprendimento e di contatto intergenerazionale e interculturale – spiega Roberto Morgantini –. Facendolo si aiutano le Cucine Popolari e si possono portare sulla propria tavola le buone verdure e i buoni prodotti che si coltiveranno. Chi è interessato e vuole far parte del progetto deve compilare un form online”.

Non solo: grazie a Làbas, le Cucine Popolari apriranno un punto di ascolto sulla salute alla Cucina del Battiferro. In una saletta a fianco della grande sala che solitamente ospita la mensa (chiusa per l’emergenza sanitaria: da mesi, infatti, le mense della città devono limitarsi alla distribuzione di cibo), aprirà uno sportello al quale gli ospiti delle Cucine potranno rivolgersi per eventuali problemi di salute. “Grazie alla collaborazione con il Centro sociale Làbas che mette a disposizione infermieri e medici e alla disponibilità del Pd che mette a disposizione la stanza – spiegano i volontari dell’associazione Civibo –, ogni mercoledì, nella saletta di via Battiferro 2, chi avrà bisogno potrà spiegare al personale sanitario i propri problemi di salute e, se necessario, essere indirizzato all’ambulatorio medico che Làbas organizza tutti i venerdì nella propria sede in Vicolo Bolognetti 2”.

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