12 dicembre 2018 ore: 14:58
Disabilità

Ragazzo con autismo incendia la casa. Angsa: “Famiglie sole”

L'associazione nazionale delle famiglie raccoglie la denuncia lanciata dalla sede bolognese, dopo che a San Lazzaro di Savena un ragazzo, durante una crisi, ha appiccato il fuoco in casa. “La mamma spesso vittima di comportamenti aggressivi, è lasciata sola da Asl e tribunale. Passiamo alle vie legali”
Donna di spalle guarda dalla finestra

ROMA – E' accaduto venerdì sera, ma ne hanno dato notizia solo poche cronache locali: un ragazzo di 19 anni, con autismo ad alto funzionamento, ha dato alle fiamme la casa in cui vive con sua madre. Una donna sola, che non riesce a gestire le frequenti crisi del figlio diventato adulto. Un figlio che, secondo quanto racconta la donna, spesso manifesta con lei comportamenti aggressivi e violenti e che, col passare del tempo, è diventando pericoloso per se stesso e per gli altri. Di qui la richiesta disperata della madre: una struttura che se ne prenda cura, con operatori capaci di aiutarlo. Un appello che però resta inascoltato: “a Bologna strutture di questo tipo non esistono, così come non ci sono operatori specializzati per i nostri figli, denuncia Marialba Corona, presidente di Angsa Bologna, che conosce personalmente la donna e suo figlio e sta cercando di sostenerli. 

box Al suo fianco, si schiera ora anche Angsa nazionale: “Roberto è un ragazzo con autismo ad alto funzionamento e quindi il tribunale non vuole riconoscergli l'interdizione e affidarlo a un amministratore di sostegno – ci spiega la presidente di Angsa nazionale, Benedetta Demartis - Quando ha comportamenti violenti lo ricoverano in ospedale, ma firmando dimissioni può tornare a casa. La madre, in questa situazione, non ha alcun potere decisionale, ma è lei a pagare le conseguenze di questa convivenza. Le madri con figli violenti sono le vittime più deboli e sole, sebbene ci sia una normativa vecchia ormai di sei anni e mai applicata. Le linee guida, per molti versi all’avanguardia, hanno dato un indirizzo ben preciso su queste problematiche, ma puntualmente vengono inevase. Quando si parla di autismo in età infantile è già difficile, ma quando quei bambini crescono, i genitori sono logorati da anni di stress e fisicamente debilitati da quei figli che hanno energie superiori alle loro forze”.

Di fronte a questa situazione diffusa, a cui pare continui a mancare una risposta istituzionale, l'associazione ha deciso di schierarsi. “Abbiamo lottato tanto in questi anni, ma passi avanti sugli adulti, nonostante le promesse, non sono stati fatti – riferisce Demartis - Per noi è finito anche il tempo dell’indignazione passiva: a questo punto siamo pronti a passare alle vie legali”. (cl)

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