1 marzo 2018 ore: 15:37
Salute

A Roma 30 mila persone con disturbi psichici, ma nel Lazio solo il 3,3% di spesa

Solo a Roma oltre 30mila persone soffrono di disturbi psichici, senza distinzioni evidenti per fascia di eta' e livello socio-economico, con un impatto trasversale sulla popolazione cittadina. Nel Lazio pero' la spesa dedicata alla salute mentale...
Salute mentale. Club Itaca, Eleonora e i suoi dipinti 3

ROMA - Solo a Roma oltre 30mila persone soffrono di disturbi psichici, senza distinzioni evidenti per fascia di eta' e livello socio-economico, con un impatto trasversale sulla popolazione cittadina. Nel Lazio pero' la spesa dedicata alla salute mentale e' pari solo al 3,3% della spesa sanitaria tota, ben lontana dalla soglia minima del 5% cui si erano impegnate le Regioni con un documento sottoscritto all'unanimita' da tutti i presidenti nel 2001. Intanto l'argomento e' al centro della campagna elettorale dei nove candidati alla presidenza della Regione Lazio, ma solo tre di loro (Nicola Zingaretti, Roberta Lombardi ed Elisabetta Canitano) danno spazio in maniera specifica a politiche dirette alla salute mentale, sebbene la situazione dei servizi dedicati risulti in difficolta'.

A dare l'allarme e' l'Associazione di volontariato 'Progetto Itaca Roma' che ha lanciato il segnale con una lettera aperta ai candidati, attivando in occasione delle elezioni anche l'Osservatorio Polis Mentis (il 'Bene pubblico per la mente'), nato con l'intento di garantire piu' attenzione al tema, cosi' da sensibilizzare l'opinione pubblica e i principali policy maker, invitandoli a considerarlo maggiormente nei programmi di welfare pubblico e della sanita'. E la prima azione e' stata proprio quella di verificare la presenza dei temi della salute mentale nei programmi dei candidati alla presidenza della Regione Lazio nella fase pre-elettorale, prendendo in esame "le varie proposte in maniera del tutto apartitica e presentando un modello integrativo".

"Chiediamo con urgenza alla politica maggiore attenzione- commenta Antonio Concina, presidente del Progetto Itaca Roma- per una problematica che l'Oms considera gia' la causa di maggiore disabilita' su scala globale. Per la salute mentale e' necessario guardare a soluzioni innovative e integrative a basso costo, quali la riabilitazione non clinica con il metodo Clubhouse International®, adottato con successo in oltre 320 centri di 34 Paesi nel mondo tra cui il nostro a Roma, dove sono garantiti servizi completamente gratuiti, finanziati attraverso donazioni, cosi' da non gravare sul portafogli delle famiglie ne' sulla spesa pubblica".

Una 'Clubhouse' e' una struttura diurna non sanitaria, gestita secondo la formula del circolo, dove le persone con disagio psichico trascorrono la giornata in unita' di lavoro, in modo da recuperare l'autostima e l'autonomia sociale e lavorativa. "Gli utenti che le frequentano, chiamati soci- spiegano dal Progetto Itaca Roma- fanno registrare un tasso di occupazione doppio (42%) rispetto alla percentuale media (20%) di coloro che sono solo assistiti dal sistema sanitario pubblico. Inoltre, si registra una diminuzione del 21% nei costi di cura".

Infine, nel 2017 l'Oms ha realizzato un documento di indirizzo su come 'Aiutare le persone con disturbo mentale grave a condurre vite piu' salutari e lunghe' in cui Fountain House, la prima Clubhouse della storia con sede a New York, viene descritta come una pratica d'eccellenza, grazie a un approccio integrato di assistenza sanitaria che combina supporto medico, psichiatrico e sociale.

"Anche il disagio psichico piu' grave puo' essere curato- ha aggiunto Guido Alberto Valentini, direttore di Club Itaca Roma- e fatta un'efficace riabilitazione non clinica grazie al metodo Clubhouse International®. Attraverso la socializzazione e il lavoro strutturato si valorizzano le risorse della persona e non la malattia psichiatrica, innescando un processo virtuoso di riabilitazione che conduce alla vera autonomia e a un'ottima qualita' di vita. Nella Capitale il nostro Club e' ormai diventato un punto di riferimento per molti giovani che, una volta stabilizzati- ha concluso- cercano e trovano un modo per reinserirsi nel contesto socio-lavorativo". (DIRE)

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