13 febbraio 2003 ore: 17:38
Famiglia

L'Aibi propone di aprire all'adozione internazionale in Italia. ''Lo slogan del Governo non funziona''

ROMA - Adozione internazionale fallimentare, coppie che attendono anni prima di poter adottare un bambino tanto che un ente autorizzato come il Ciai è costretto a chiudere le liste di attesa. E ancora: coppie che vanno all’estero senza formazione, numero di adozioni in continuo calo. Considerazioni dell’Aibi. Il cui presidente Marco Griffini precisa: “La questione è solo politica e la responsabilità è del governo. Lo slogan elettorale di Berlusconi “Adozioni più semplici” non funziona perché la soluzione del problema non è in Italia, autorizzando nuovi enti o creando nuove leggi, come ha ventilato il presidente della Camera Casini. O addirittura aprendo indagini parlamentari, ma all’estero. Occorre attuare una politica estera dell’adozione internazionale, e tutto parte dagli accordi bilaterali, come accade in Francia e Spagna”.
E da Salerno, dove si svolge un convegno sui diritti del minore dal titolo ‘Le nuove frontiere dell’adozione internazionale’, Griffini lancia una proposta, già discussa con il presidente della Commissione per le adozioni Melita Cavallo: “Amici dei Bambini intende offrire le sue credenziali per gestire l’adozione internazionale in Italia e per favorire l’adozione di bambini che gli italiani non vogliono”.
I punti deboli dell’adozione internazionale e la situazione italiana saranno esaminati anche da Pasquale Andria, presidente dell’associazione nazionale magistrati per minorenni.