21 luglio 2013 ore: 14:08
Disabilità

Santa Lucia, rischia di chiudere il pluripremiato settore sportivo

La Fondazione di Roma è un’eccellenza che mette insieme agonismo e riabilitazione. Ma assenza di sponsorizzazioni e ristrettezze economiche ora mettono in pericolo le attività della squadra di basket maschile che vanta titoli internazionali ma anche di quella di nuoto già Campione d’Italia
Fabio Cuttica - Contrasto santa lucia

ROMA – Un’eccellenza che mette insieme sport, agonismo, riabilitazione, inclusione e ricerca scientifica: è il settore sportivo della Fondazione Santa Lucia di Roma che, ad oggi, rischia un drastico ridimensionamento se non una chiusura totale. Mancanza di sponsorizzazioni e ristrettezze economiche strutturali sono alla base di una situazione che sembra ormai critica: a rischio non solo l’intero comparto del basket maschile che vanta titoli internazionali, europei e nazionali, ma anche la squadra di nuoto già Campione d’Italia. Sul medio periodo poi, ad essere ridimensionati sono anche i settori giovanili con l’attività di base.

A dare l’allarme è Mario Dany De Luca, vice presidente della Società sportiva dilettantistica “Fondazione Santa Lucia”. “La crisi del settore sportivo – spiega De Luca - è conseguente alla crisi della Fondazione, che vanta un credito con la regione Lazio di oltre 100 milioni di euro. Nonostante ci siano sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che danno ragione alla Fondazione, ci si muove a fatica. Anche se recentemente, bisogna dirlo, la regione ha riconosciuto i requisiti minimi per l’eccellenza della Fondazione, dunque ha riconosciuto le attività che l’ente scientifico-riabilitativo neuromotorio svolge. Questo ci fa ben sperare. Aspettiamo che questo provvedimento si traduca in  fatti operativi, ovvero vengano riconosciute le ragioni economiche della Fondazione stessa”. “Facciamo comunque appello alle tante realtà che ruotano intorno al mondo dello sport integrato e al Santa Lucia – ha poi concluso De Luca - nel sostegno all’attività sportiva per quanto utile al proseguimento di un percorso che ha portato benefici a tutti”.

Integrazione attraverso lo sport e superamento con esso di tutte quelle barriere, culturali e mentali, che impediscono di fatto la piena partecipazione della persona disabile alla vita di tutti i giorni: questo è dal 1960 l’obiettivo del “club”. “Lo sport – si legge in un nota del gruppo sportivo - rappresenta lo strumento ideale per l’acquisizione della consapevolezza del proprio corpo e spirito, con la conoscenza dei limiti e delle risorse da valorizzare. Salire in carrozzina, spingere sulle due ruote, cadere per rialzarsi, mirare il canestro o buttarsi in acqua per nuotare, significa costruire un castello di piccole certezze che, oltre a migliorare la qualità della vita individuale, restituiscono alla comunità persone in grado di contribuire alla crescita collettiva”.

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