2 settembre 2015 ore: 15:35
Società

Migranti. Meloni a Renzi: condanna Unar? Rivendico diritto espressione

La presidente di Fratelli d'Italia, scrive al premier dopo la nota formale dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali: confermo e ribadisco ogni singola parola espressa
Giorgia Meloni
Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

ROMA - ’Un ufficio governativo mi redarguisce per le opinioni espresse e mi invita, con garbo, a dire agli italiani cose reputate (dal Governo!) piu'' accettabili’, pero'' ‘io sono un parlamentare regolarmente eletto da alcuni cittadini italiani per sostenere le proprie opinioni politiche, ma prima ancora sono una cittadina italiana, e desidero affermare il mio punto di vista senza incorrere in censure governative’. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, in una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, reagisce cosi' alla nota formale dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) che, lamenta, le chiede ‘di voler considerare per il futuro, l''opportunita'' di trasmettere alla collettivita'' messaggi di diverso tenore’, puntando il dito sulle posizioni della parlamentare su migranti, profughi e richiedenti asilo. Insomma, attacca la presidente Fdi, l''Unar, ‘regolarmente finanziato dallo Stato con le tasse degli italiani, ha il ruolo di censurare le dichiarazioni rese dalle persone e dai membri del parlamento italiano. Ne sono sconvolta’ dice Meloni, realizzando che quindi ‘esiste nella nostra Repubblica un ufficio ''valutazione e censura'' delle opinioni’. Opinioni di che tenore? ‘Ho detto che l''Italia dovrebbe dire basta all''immigrazione mussulmana finche'' questi popoli non avranno risolto i loro problemi interni di integralismo, per evitare di importare in Italia un problema di terrorismo’, precisa Meloni, e che ‘l''Italia dovrebbe dire basta all''immigrazione (finche'' la disoccupazione non scendera'' a un livello accettabile) e che quella (piccola) quota di immigrati che reputiamo necessaria dovremmo prenderla da quei popoli che hanno dimostrato di non essere violenti e di integrarsi con maggiore facilità": perciò ‘confermo e ribadisco ogni singola parola espressa’ aggiunge.’Se una nota del genere fosse stata emessa da un governo di centrodestra nei confronti di un deputato dell'opposizione, sarebbe venuto giù il mondo- prosegue Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia- non pretendo che tutti siano d'accordo con il mio pensiero, ma rivendico il diritto di esprimere le mie opinioni in liberta'' e coscienza. Ciò deve valere per qualunque italiano o italiana’. Per quanto riguarda i parlamentari, poi, Meloni, ‘proprio per evitare ogni equivoco in merito’, ricorda l'art. 38 della Costituzione (‘I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni’).

Polemicamente quindi l'esponente Fdi rimarca che ‘non mi risulta che questo articolo faccia parte di quelli modificati con le riforme istituzionali volute dal Governo, anche se, a pensarci bene, sottoporre le dichiarazioni dei parlamentari a un nulla osta governativo rientrerebbe pienamente nello spirito ''innovativo'' di questo esecutivo’. Meloni sarcastica indica anche quella che ritiene essere una ‘cosa divertente’, e cioè' che ‘lo stesso ''ente'' che si permette di sindacare le mie opinioni è stato recentemente oggetto di polemica per aver promosso la distribuzione nelle scuole di opuscoli sulla teoria gender’. Quindi ‘a spiegarmi cosa potrei dire sono quelli che vorrebbero insegnare ai bambini delle elementari che maschi e femmine non esistono, perchè il sesso biologico è solo un'invenzione dei benpensanti’, conclude. (DIRE)

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