6 febbraio 2003 ore: 16:19
Economia

Lamy: ''Istruzione e sanità escluse dal negoziato Gats''. Ma rimangono dei punti cruciali da chiarire

ROMA - La Campagna "Questo mondo non è in vendita" accoglie con favore la dichiarazione del Commissario europeo al Commercio, Pascal Lamy, secondo cui istruzione e sanità saranno escluse dal negoziato GATS, riguardante la liberalizzazione dei servizi.
In vista della V Conferenza Ministeriale del Wto a Cancun (Messico), che si svolgerà dal 10 al 14 settembre prossimi, la Commissione Europea sta infatti elaborando una bozza di proposta sui servizi che l'UE è disposta a liberalizzare e sulle richieste di liberalizzazione avanzate verso paesi terzi. “E' anche positivo – affermano i promotori della Campagna - che, grazie anche alla pressione della società civile di tutti i paesi europei, si registrino dei piccoli passi avanti riguardo alla trasparenza su questi negoziati: la Commissione europea ha dichiarato ieri che trasmetterà questa bozza al Parlamento europeo, oltre che ai Governi nazionali. Ricordiamo che non più tardi di una settimana fa, lo stesso Lamy aveva dichiarato che il Parlamento di Strasburgo, al pari di quelli dei singoli stati, non avrebbe potuto consultare questa bozza, di fondamentale importanza per il futuro dei cittadini europei”.
Ma, proseguono i firmatari della campagna, “malgrado questi passi avanti, rimangono alcuni punti cruciali da chiarire: se istruzione e sanità siano state dichiarate fuori dai negoziati, la posizione riguardo altri servizi essenziali è ancora critica; in particolare si registrano versioni discordanti in merito alla fornitura e alla gestione dell'acqua e delle risorse energetiche, mentre i trasporti, le telecomunicazioni, le poste, solo per citarne alcuni, dovrebbero essere totalmente liberalizzati; la trasmissione al Parlamento europeo, con il vincolo di riservatezza, non permette alcuna discussione o dibattito in seno ai parlamenti nazionali e presso la società civile e la cittadinanza, su temi invece fondamentali per il nostro futuro; i singoli stati hanno a disposizione meno di due settimane per elaborare e discutere questa bozza prima di doverla rimandare alla Commissione Europea, che preparerà la versione finale sulla posizione dell'UE in vista di Cancun: il 6 febbraio i governi riceveranno ufficialmente la proposta, ed entro il 19 dovranno rispondere. Questo lasso di tempo cosi breve non può consentire nessun dibattito serio. In Italia in particolare sessanta Deputati hanno presentato nei giorni scorsi una mozione per impegnare il Governo a riferire su questi temi fondamentali, ma ad oggi non sappiamo se questa mozione abbia avuto seguito; l'unione europea, per coerenza, dovrebbe escludere dalle sue richieste verso i paesi del sud del mondo la liberalizzazione di quegli stessi settori che non vuole liberalizzare in Europa”. E Andrea Baranes, uno dei coordinatori della campagna, dichiara: "Crediamo che sia essenziale continuare ad aumentare la pressione e l'informazione presso istituzioni e cittadini, tenuti all'oscuro dei negoziati che si stanno svolgendo in questi giorni. E' essenziale avviare al più presto un dibattito ampio e trasparente, sia in sede parlamentare sia presso la società civile, ed abbattere il muro di segretezza, che malgrado qualche piccolo passo avanti, continua ad avvolgere i negoziati sui servizi in sede Wto; questi servizi riguardano la maggior parte delle attività che svolgiamo ogni giorno, quando utilizziamo l'acqua o l'elettricità, prendiamo un autobus o un treno, andiamo in banca o alla posta, ecc... In nome delle più elementari regole della democrazia è quindi essenziale potere conoscere e discutere questi negoziati che rischiano di avere pesanti conseguenze sulla vita di tutti noi, nel nord come nel sud del mondo”.
© Copyright Redattore Sociale