30 agosto 2017 ore: 09:09
Disabilità

Il "teatro dei risvegli" sbarca in Spagna: il nuovo spettacolo debutta a Valencia

Appuntamento il 29 settembre nella città spagnola: in scena gli attori della onlus bolognese Gli amici di Luca e il gruppo teatrale dell’associazione valenciana Nueva Opcion. De Nigris: “Momento importante di scambio e confronto”. Sul palco anche 16 persone con esiti di coma
Teatro dei risvegli - spettacolo

- BOLOGNA – Sarà il Teatro Olympia di Valencia a ospitare “In progress”, il nuovo spettacolo realizzato dalla compagnia teatrale “Gli amici di Luca” e dal gruppo “Dopo… di nuovo. Gli amici di Luca”, formato da persone dimesse dalla Casa dei risvegli di Luca De Nigris di Bologna. Un’avventura resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione valenciana Nueva Opcion – con la quale la onlus bolognese è gemellata – che si occupa di persone con esiti di coma dopo trauma cranico. “Abbiamo organizzato questa tournée in occasione della Giornata dei risvegli del 7 ottobre – spiega Fulvio De Nigris, fondatore dell’associazione Gli amici di Luca e direttore del Centro studi per la ricerca sul coma della Casa dei risvegli – Arriveremo a Valencia la sera del 25 settembre, il 26 visiteremo la città, mentre i 2 giorni successivi saranno dedicati a 2 laboratori espressivi con il gruppo teatrale di Nueva Opcion. Loro già hanno cominciato a lavorare seguendo le nostre indicazioni, ma quei 2 giorni saranno una sorta di prova generale in vista del debutto, previsto alle 17.30 del 29 settembre proprio al Teatro Olympia. Tutti e 3 i gruppi, quel giorno, saranno insieme sul palcoscenico”.

Sono circa 40 le persone che a Valencia andranno in scena: circa 16 con esiti di coma, e poi operatori sanitari e non, volontari. “In progress” – realizzato con il sostegno della Regione Emilia Romagna-Cultura d’Europa e della Fondazione Ami, Alta mane Italia – è un contenitore aperto che, oltre a mettere insieme molte delle costruzioni sperimentate nel corso dei laboratori, permetterà anche di inserire il prodotto dell’incontro con i partecipanti al workshop realizzato a Valencia. “Al Teatro Olympia andrà in scena una sintesi di molte esperienze, professionalità e metodologie interdisciplinari”.

Gli amici di Luca lavorano da sempre per portare i laboratori espressivi realizzati alla Casa dei risvegli in giro sia in Italia, sia all’estero. Negli ultimi anni, l’accesso a contributi europei attraverso progetti di formazione, scambi di buone pratiche e attività sportive rivolte al mondo della disabilità (progetti Luca e Lucas, quest’ultimo selezionato come “storia di successo” dalla Direzione generale istruzione e cultura della Commissione europea) ha aperto la possibilità di collaborare con partner stranieri. “La collaborazione più stretta è nata proprio con Nueva Opcion, particolarmente colpita dal nostro ruolo di mediatori e supporto alla famiglia-caregiver e dal metodo espressivo che utilizziamo, prassi decisamente inusuali”, spiega De Nigris.

Nueva Opcion gestisce un centro diurno dove le persone si recano quotidianamente per partecipare a diverse attività e dove le famiglie vengono sostenute nel percorso. Come detto, anche loro portano avanti laboratori espressivi condotti da una logopedista e da una educatrice-psicologa. “Le abbiamo conosciute durante un nostro soggiorno a Valencia – ricorda De Nigris –. Abbiamo assistito a un laboratorio e abbiamo vissuto una diversa capacità di comunicazione attraverso messaggi verbali e non verbali: gesti, espressioni facciali. Nel laboratorio teatrale di Valencia la logopedista ricopre un ruolo centrale: ha il ruolo di recuperare e/o mantenere le varie funzioni del linguaggio e della comunicazione, funzioni cruciali per il reinserimento e la normalizzazione della vita di queste persone”. Le stesse operatrici di Nueva Opcion sono venute lo scorso anno a Bologna in occasione della Giornata dei risvegli: hanno frequentato i laboratori della onlus e assistito al Teatro Dehon al primo studio dello spettacolo di Mimmo Sorrentino “Tu è il mio respiro” sul tema sesso e disabilità. 

“La trasferta spagnola sarà l’occasione per gli operatori – teatrali, educatori, logopedisti, psicologi – di poter interagire tra loro; per i nostri utenti di interagire ed esprimersi in un contesto nuovo ma adeguato; per i famigliari di confrontarsi con realtà simili che seguono percorsi di riabilitazione e riadattamento”, conclude De Nigris. (Ambra Notari)

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