17 luglio 2017 ore: 16:38
Immigrazione

Migranti, associazioni contro Minniti: "Operatori accoglienza non sono pubblici ufficiali"

Secondo la legge 46/17 gli operatori devono notificare anche atti e provvedimenti ai richiedenti asilo. Organizzazioni hanno chiesto a Minniti di cambiare la norma, ma la risposta è stata negativa: “le scelte del governo ci preoccupano”
L'accoglienza dei migranti nel porto di Crotone

L'accoglienza dei migranti nel porto di Crotone

ROMA – “Gli operatori dell’accoglienza non sono pubblici ufficiali, non si possono scaricare su di loro gli oneri della notificazione degli atti e dei provvedimenti ai richiedenti asilo presenti nelle strutture”. Lo sottolineano in una nota congiunta Arci, Caritas e Centro Astalli.

La legge n. 46/17 ha introdotto, infatti, una serie di modifiche alla normativa in materia di protezione internazionale attribuendo agli operatori dell’accoglienza l’onere della notificazione degli atti. “Abbiamo fatto presente al ministro dell’Interno che si tratta a nostro parere di una proceduraillegittima che stravolge il principio di sussidiarietà che da decenni anima il nostro sistema – scrivono le associazioni -. L’attribuzione di questo ruolo implica un’impropria e grave responsabilità che, in caso di errore dovuto ad inesperienza, espone sia gli operatori e i responsabili di strutture che gli stessi beneficiari, a conseguenze giuridiche ed economiche inaccettabili”.

Per questo le organizzazioni hanno chiesto al ministero di intervenire correggendo la norma (legge 46/17), per evitare che la difficoltà delle istituzioni di assolvere alla pubblica funzione di notificazione degli atti amministrativi non venga scaricata sui progetti di accoglienza. Ma spiegano  “la risposta del ministro Minniti è stata tutt’altro che positiva, confermando così un trend che impensierisce le scriventi organizzazioni. Purtroppo stiamo assistendo da parte del Governo ad una serie di scelte, non ultima lo slittamento dell’approvazione della legge sullo ius soli, che preoccupano per il loro impatto sui territori e per la tenuta dei diritti delle persone più vulnerabili – conclude la nota -. Auspicando che si ripristini al più presto un clima di confronto e collaborazione costruttiva tra istituzioni ed enti di tutela, chiediamo di intervenire in maniera tempestiva per la modifica di questa previsione e invitiamo gli operatori dell’accoglienza a valutare attentamente l’attribuzione del ruolo di pubblico ufficiale”.

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