3 ottobre. A Palermo il Centro Astalli inaugura il Giardino della memoria
PALERMO - Si celebra oggi la Giornata della memoria per le vittime dell'immigrazione. A Palermo il Centro Astalli ha voluto ribadire l'importanza dell'accoglienza piantando un piccolo albero nel giardino della biblioteca comunale adiacente allo Sprar e alla sua sede. I Giardini della memoria e dell'accoglienza sono stati inugurati anche nelle altre città in cui opera il Centro Astalli: Trento, Vicenza, Padova, Roma, Napoli, Catania. L'auspicio è che questo spazio del centro storico possa diventare con il tempo un giardino della condivisione interculturale per la città. Alla cerimonia hanno partecipato diversi rifugiati, volontari, operatori e in rappresentanza del sindaco il presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando.
"Da sei anni frequento i servizi del centro Astalli - racconta Valentin Nguessan di 37 anni della Costa D'avorio -. Sono arrivato in Italia nel 2012 e per 5 anni ho lavorato come badante. Oggi purtroppo sono in cerca di una occupazione e il mio desiderio è quello di poter fare venire mia moglie e miei tre figli che sono rimasti nel mio Paese. La dignità passa soprattutto dal lavoro; chi ci aiuta, nonostante tutti i nostri problemi, ci dà la possibilità di aiutare anche gli altri perché il bene porta a costruire altro bene".
Insieme agli altri rifugiati c'è anche la giovanissima Fatima di 18 anni del Gambia accolta da 3 mesi nello Sprar del Centro Astalli. "Sono arrivata nel 2016 e voglio impegnarmi per Palermo dove desidero vivere. Per il momento dopo avere preso la terza media continuo a studiare la lingua italiana. Il mio sogno è quello di potere fare la cantante e per questo sto avendo la fortuna e la possibilità di entrare al conservatorio dove studierò canto. Ringrazio tutti coloro che mi vogliono bene perché mi fanno sperare in una vita migliore".
"Conoscendo sempre di più le persone che aiutiamo - dice Emanuele Cardella volontario del Centro Astalli dal 2007 - mi sono innamorato di questa realtà. Certamente, stiamo vivendo un momento drammatico perché gli episodi di violenza nei confronti degli immigrati sono molti e loro, avendo molta paura, spesso rimangono vittime silenziose. Giornate come queste sono importanti per ricordare che occorre lavorare per una integrazione vera che in Italia passa anche dalla valorizzazione degli Sprar e anche dalla creazione di giardini che diventino spazi di pacifica condivisione interculturale. Se ognuno sta solo dietro al suo muro non ci sarà mai quella spinta a conoscere l'immigrato nei suoi bisogni e nelle sue capacità. Noi volontari crediamo ancora in maniera forte che una società migliore si possa costruire soprattutto dalla nostra capacità di accogliere chi ci chiede aiuto".
"C'è la necessità di affermare ancora i principi di solidarietà e di accoglienza proprio in un momento in cui si soffre molto per la chiusura dilagante all'immigrazione che sta interessando il nostro Paese - afferma Alfonso Cinquemani direttore del centro Astalli di Palermo -. La chiesa e tutto il mondo cattolico non devono rimanere sordi al grido di chi soffre e ha bisogno di noi. Occorre continuare a chiedersi cosa possiamo fare per alzare la voce in nome dell'accoglienza e della solidarietà che dimostriamo ogni giorno concretamente con tutti i nostri servizi. Per esempio per i nostri ragazzi dello Sprar, grazie a delle borse lavoro, potrà avvenire l'anticipazione di una vera e propria assunzione lavorativa. Ecco, crediamo che la speranza passi oggi soprattutto dalle opportunità che, anche se a fatica, dobbiamo dare a questi giovani. Pertanto occorre proseguire nel nostro sforzo quotidiano di lottare contro una narrazione distorta della realtà che porta a vedere in coloro che potrebbero diventare una risorsa significativa per il nostro Paese solo un nemico da combattere". Il centro Astalli, con i suoi 60 volontari, a Palermo ha un centro diurno con diversi servizi per le persone immigrate e due Sprar: uno per giovani rifugiati neomaggiorenni e un altro per famiglie e donne sole o con bambini. (set)