8 aprile 2016 ore: 15:04
Economia

Povertà, l'educatore finanziario: "Con noi le famiglie ricominciano da capo"

La nuova figura professionale del terzo settore aiuta i nuclei a imparare a gestire bene il denaro. Floriana Colombo: "Partiamo da quel che ciascuno desidera per la propria vita o per i figli. Da lì si inizia a ragionare su cosa serva per realizzare quei desideri: i tempi, gli eventuali investimenti necessari"
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MILANO - "Si vive nella precarietà e non si è più capaci di programmare a lungo termine, a bilanciare desideri e possibilità di realizzarli": Floriana Colombo è un'educatrice finanziaria di qualità. Ce ne sono a Milano 25, i primi di questa nuova figura professionale del terzo settore. Floriana è anche la presidente della storica associazione A77. "Da tempo abbiamo un progetto di residenzialità sociale temporanea -racconta-, per accogliere quelle famiglie che rimangono senza casa. Per uno sfratto o perché non sono più riuscite a pagare un mutuo. E uno degli aspetti che curiamo è anche quello di un'educazione all'uso del denaro". La crisi ha colpito sia le famiglie già deboli sia quelle che pensavano di essere immuni da problemi economici. "Capita però che uno o entrambi i coniugi perdano il lavoro e cominciano i guai -aggiunge Floriana-. Sono persone che all'inizio non chiedono aiuto, che non hanno previsto di essere in difficoltà e che non si rendono conto subito che devono rinunciare a un certo standard di vita". 

Grazie agli operatori queste famiglie "ricominciano da capo". "Pian piano introduciamo anche il discorso del budget familiare. Inizialmente c'è un po' di resistenza, perché si sta parlando delle capacità di sostenersi, del senso di responsabilità. E partiamo da quel che ciascuno desidera per la propria vita o per i figli. Da lì si inizia a ragionare su cosa serva per realizzare quei desideri: i tempi, gli eventuali investimenti necessari, la capacità di risparmiare". Gli educatori finanziari utilizzano, in particolare, uno schema che contempla i vari stadi che una persona o famiglia deve affrontare: casa, lavoro, spese sanitarie, educazione dei figli. "La programmazione diventa così uno stimolo a darsi da fare -sottolinea Floriana-. Inoltre noi puntiamo molto sul fatto che le persone imparino a creare una rete intorno a sè". Dal vicino di casa all'associazione di quartiere, dai genitori dei compagni di scuola dei figli alla parrocchia. "E si scopre che l'aiuto reciproco è fondamentale -aggiunge Floriana-. Lo scambio tra persone è quello che permette di non affondare, di trovare insieme agli altri le soluzioni. Permette anche di risparmiare. Per esempio, nell'accudimento dei figli: si impara ad accogliere i figli degli altri o ad affidarli ad altri genitori quando c'è bisogno di qualche ora libera per altri impegni. Senza dover ricorrere alla baby sitter". 

L'A77 ha ora tre educatori finanziaria. Danno un aiuto anche alle famiglie che vivono nelle case popolari e che hanno sottoscritto con Aler o con il Comune piani di rientro degli affitti non pagati. "In molti casi non tengono conto delle reali capacità di spesa di queste famiglie -racconta Floriana-. Il nostro compito è di affiancarle, non solo per rivedere questi piani di rientro, ma per educarle a capire quali sono le loro reali possibilità e a trovare eventuali soluzioni". (dp)

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