19 maggio 2015 ore: 16:25
Economia

Emilia-Romagna, a 3 anni dal sisma ancora occupato il 54% dei moduli abitativi provvisori

Ci vivono 411 famiglie, circa 1.290 persone. Ma la situazione sta tornando alla normalità. Raggiunto il 60% della ricostruzione di case e imprese. Costi: “Di questo passo finiremo entro il 2017”. Bonaccini: “La fascia di terra dove si produceva il 2% del Pil nazionale rinascerà più bella, forte e sicura di prima”
Terremoto Emilia: moduli abitativi provvisori

BOLOGNA – A tre anni dal sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna famiglie e imprese cominciano a rivedere la luce in fondo al tunnel. È stato raggiunto il 60% della ricostruzione di case e imprese e nessuna multinazionale ha abbandonato il territorio (anzi sono passate da 38 a 42). Mancano invece ancora circa 800 milioni di euro per la ricostruzione di edifici pubblici e beni di interesse culturale. A dirlo il Presidente della Regione Stefano Bonaccini che, questa mattina in conferenza stampa insieme all’assessore alle Attività produttive e ricostruzione Palma Costi, ha presentato i dati sulla ricostruzione. A oggi c’è ancora chi vive all’interno dei Map, i moduli abitativi provvisori, in attesa di riavere la propria casa: il 54% dei 757 Map realizzati all’indomani del sisma è ancora occupato. Al loro interno vivono 411 famiglie, pari a 1.288 persone. La situazione però, guardando il quadro generale, sembra lentamente rientrare alla normalità. Secondo l’assessore Costi, “i lavori sono a buon punto” e “continuando di questo passo la ricostruzione potrebbe concludersi entro il 2017”. Il presidente Bonaccini ha aggiunto: “Questa fascia di terra dove si produceva oltre il 2% del Pil nazionale rinascerà più bella, più forte e più sicura di prima”. 

Il lavoro messo in campo subito dopo il terremoto del 20 e 29 maggio 2012 si è mosso su tre filoni ben definiti e la relazione di oggi ha posto l’accento su questi punti: abitazioni e locali commerciali, imprese e opere pubbliche e beni culturali. Chiunque, impresa o singolo cittadino, che dovesse ancora presentare la domanda per ottenere un contributo ha tempo fino a giugno e potrà farlo grazie al portale per la ricostruzione creato sul sito della Regione. Sul sito, inoltre, si potrà seguire l’aggiornamento sullo stato dei lavori e sul modo in cui sono state investite le risorse. “La trasparenza è la pre-condizione del lavoro che stiamo facendo – ha detto il presidente Bonaccini – Vogliamo che i cittadini vedano come vengono spesi i contributi per la ricostruzione”. Il presidente ha poi insistito sulla necessità di ridurre la burocrazia per sostenere la ripresa. “Dobbiamo snellire il lavoro e creare delle zone franche per dare alle imprese la possibilità di assumere e rilanciare l’economia”. Del miliardo e 770 milioni di euro di contributi concessi per abitazioni e imprese ne risultano liquidati 800 milioni mentre gli altri sono stati destinati e in attesa dell’arrivo dei progetti definitivi per l’avvio dei lavori. 

La popolazione e le abitazioni. Un miliardo e 89 mila euro di contributi sono stati stanziati per le abitazioni. Di questi il 50 per cento (535 milioni e 875 mila) è stato speso. In termini pratici nelle zone colpite sono state ripristinate 15.800 abitazioni che hanno permesso a 25 mila cittadini di tornare a vivere nelle loro case. Questo ha comportato la riduzione dell’assegno d’assistenza per i nuclei familiari segnando un calo del 71 per cento rispetto ai 16 mila beneficiari all’indomani del sisma. In più si è passati dai 15 mila nuclei familiari che nel 2012 avevano ottenuto il Cas, Contributo autonomo sistemazione, ai 3.700 attuali. 

Imprese. Sono 2.497 le domande di contributo presentate dalle imprese nelle zone colpite dal sisma. A queste è stato destinato un importo complessivo, che ammonta a 1,9 miliardi di euro riferiti ai comparti di industria, commercio e agricoltura. A oggi le imprese che hanno beneficiato del contributo per la ricostruzione sono 1.182 per un totale di oltre 682 milioni di euro già liquidati. Questo ha permesso che le multinazionali presenti sul territorio non delocalizzassero continuando a investire aumentando la loro presenza dalle 38 nel 2008 a 42 nel 2014. 

Opere pubbliche e beni culturali. Tutt’altra storia quella che riguarda la ricostruzione e riparazione di edifici pubblici e beni culturali. I fondi a disposizione sono 970 milioni di euro, derivanti da co-finanziamenti e messi a disposizione dal Commissario delegato alla ricostruzione. Pochi se si pensa che i danni ammontano a 1 miliardo e 705 milioni di euro. Allo stato attuale sono stati previsti interventi per 563 milioni che copriranno 935 interventi. Per questa ragione il presidente Bonaccini ha sottolineato come l’Emilia-Romagna chiederà altri 800 milioni al governo per ripristinare il suo patrimonio artistico e i suoi edifici pubblici. (Dino Collazzo)

© Copyright Redattore Sociale