26 aprile 2017 ore: 15:06
Immigrazione

Fondazioni bancarie al fianco delle ong nel Mediterraneo: "Salvano vite umane"

Con 980 mila euro cinque fondazioni sostengono le operazioni in mare e i progetti di prima accoglienza a terra. "Confermiamo il nostro impegno a sostegno delle Ong", afferma il presidente di Acri Giuseppe Guzzetti. Le accuse alle ong dimostrano "una mancata conoscenza della loro attività"
Migranti. Salvataggio da parte di Sos Mediterranee

© Patrick Bar/Sos Mediterranee

MILANO - "Confermiamo il nostro impegno a sostegno delle Ong che operano nel Mediterraneo e che salvano ogni giorno vite umane": non usa giri di parole Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Associazione delle fondazioni bancarie e delle casse di risparmio (Acri). Le fondazioni bancarie, 88 in tutta Italia, sono tra le realtà che finanziano le Ong al centro delle accuse di essere conniventi con i trafficanti di essere umani. In particolare, nel luglio dell'anno scorso Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariparo e Fondazione con il Sud, hanno stanziato 980mila euro per le operazioni in mare o per i progetti di prima accoglienza a terra di Sos Méditerranée, Medici Senza Frontiere, Fondazione Francesca Rava, Emergency, Oxfam Italia, Rainbow for Africa Onlus (in partnership con Missionland, Waha, Engim Internazionale), Comunità Sant’Egidio - Corridoi Umanitari. 

"L’indiscriminato attacco alle Ong, recentemente operato da più parti, dimostra, se non una pretestuosa intenzionalità, quanto meno una mancanza di conoscenza della loro attività e del ruolo più generale del Terzo settore nel nostro Paese - aggiunge in una nota Acri -. Se vi sono responsabilità di singole Ong che hanno operato al di fuori della legge, è bene che queste vengano accertate e perseguite. Al momento, tuttavia, vi sono solo ipotesi e non notizie di reato, che però, puntualmente e strumentalmente, sono state amplificate ed estese a tutta la categoria. Ciò mina il bene più prezioso di cui le nostre comunità possono disporre: la fiducia". 

"In uno stato di diritto la responsabilità penale è individuale e non collettiva -sottolinea il presidente di Acri, Giuseppe Guzzetti-. In uno stato di diritto la prova è a carico dell’accusa e non è onere dell’accusato dimostrare la propria innocenza". (dp)

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