/ Economia
5 gennaio 2019 ore: 10:31
Welfare

"Casa dolce casa", la sfida dell'autonomia per neomaggiorenni fuori famiglia

Sono 17 i posti per giovani in uscita da percorsi in comunità, case famiglia e affido per un anno gestiti dall'associazione Agevolando nel ravennate. I requisiti? Un piccolo stipendio da lavoro o tirocinio e la maturità per gestire la quotidianità. “Al termine del periodo c'è l'accompagnamento verso la reale autonomia”
Chiavi di casa in mano

RAVENNA – Nel ravennate sono 4 gli appartamenti gestiti dall'associazione Agevolando all'interno del progetto “Casa dolce casa”. Tre sono stati dati in comodato d'uso gratuito dal Comune a Lido Adriano (un monolocale e due appartamenti da 6 e da 4 posti) e il quarto è stato messo a disposizione da un privato cittadino a Rossetta, nel comune di -Fusignano. “La casa di Rossetta è attiva da tre anni e la gestiamo insieme all'Opera Giovanni XXIII di Piangipane – racconta Katia Dal Monte, volontaria di Agevolando – e in questi anni sono una ventina i ragazzi che ci sono passati”. Ci sono 6 posti (3 stanze, bagno, cucina e sala) per ragazzi e ragazze con un contratto di lavoro o un tirocinio lavorativo. “Gli stipendi o l'indennità del tirocinio non consentono loro di pagare un affitto normale, invece con questo progetto possono pagarsi le utenze, fare la spesa e dare un contributo all'associazione – continua Dal Monte – In questo modo, loro diventano protagonisti dei progetti e noi sosteniamo lo sportello del neomaggiorenne e i tirocini per altri ragazzi”.

Tra i ragazzi accolti ci sono molti ex minori stranieri non accompagnati in uscita dalle comunità, “anche se l'utenza sta cambiando e aumentano i ragazzi italiani”. I requisiti per entrare nel progetto sono una minima autonomia economica e la maturità nella gestione del quotidiano, “chi abita nelle nostre case deve occuparsi di fare la spesa e delle pulizie. Noi volontari ci andiamo circa 3 volte al mese”. La permanenza nella casa è prevista per un anno, “ma l'uscita dipende dalla situazione del ragazzo – spiega Dal Monte – In ogni caso, al termine del periodo non li 'sganciamo' completamente ma li seguiamo nella ricerca lavorativa e abitativa, accompagnandoli verso una reale autonomia”.

Gli appartamenti di Lido Adriano sono stati dati in comodato d'uso gratuito dal Comune: uno è per soli ragazzi e ha 4 posti, uno è un monolocale attualmente occupato da una ragazza e il terzo ha 6 posti. “A Lido Adriano abbiamo attivato anche progetti con i servizi sociali per adulti per supportare i ragazzi con educatori personalizzati – spiega Dal Monte – Per i ragazzi che al compimento della maggiore età hanno ancora percorsi scolastici attivi, cerchiamo anche di collaborare con le scuole per cercare stage in aziende del territorio”. Anche in questo caso sono una ventina i ragazzi che hanno abitato nelle 3 case di Lido Adriano da quando sono attive. Sono circa 80 i posti nelle comunità di accoglienza per minori sul territorio di Ravenna, “la richiesta è alta, per chi non riesce a entrare nelle nostre case, spesso l'alternativa è il dormitorio”.

Attualmente il progetto “Casa dolce casa” di Agevolando è attivo a Ravenna, Bologna e Trento con 14 appartamenti in cui abitano 44 ragazzi. Obiettivo dell'associazione è farlo partire anche a Rimini dove sta cercando appartamenti sfitti. Nella provincia di Trento sono 5 le famiglie che hanno accolto in casa un giovane neomaggiorenne. (lp)

© Copyright Redattore Sociale