20 gennaio 2016 ore: 13:57
Economia

Emergenza freddo, morto un homeless a Napoli. Appello per maglioni e coperte

Comune e Anm lasciano aperte le metropolitane per tutta la notte per ospitare chi vive per strada, ma associazioni e cooperative lamentano carenza di posti letto e difficoltà ad intervenire. In città i senza dimora sono circa 2 mila
Emergenza freddo, senza dimora su panchina con neve

NAPOLI - Sono bastati due giorni di temperature rigide a Napoli per fare la prima vittima tra chi vive per strada. Improvvisamente, dopo un inizio d’inverno tiepido, da circa 72 ore anche nel capoluogo campano è arrivato il gelo e, con questo, il primo morto tra i senza dimora. Si tratta di un uomo tra i 60 e 70 anni, il cui corpo è stato trovato senza vita lo scorso 18 gennaio nella zona del centro direzionale, poco lontano dalla Stazione Garibaldi. Vista la situazione, comune e Anm hanno annunciato che, per quanto servirà, le stazioni di Vanvitelli e Museo della linea 1 della metropolitana resteranno aperte anche di notte per accogliere i senza tetto della città.

“L’apertura delle stazioni – aveva detto nei giorni scorsi l’assessore comunale al Welfare Roberta Gaeta - si inserisce a pieno titolo in un programma coordinato di interventi che prevede quest’anno il rafforzamento delle unità di strada che passano da una a tre, accanto alla Centrale Operativa Sociale. Piano che condividiamo con l’associazionismo e il volontariato”.

Ma basterà? Dal canto loro associazioni e cooperative si mobilitano come sempre, lamentando però una difficoltà oggettiva ad intervenire. Oltre a una gravissima carenza di posti letto, le metropolitane non offrono servizi, chiudono alle sei del mattino, costringendo così i senza dimora a trovare riparo altrove. Anche l'Unità mobile per senza dimora, il camper gestito dal gruppo di imprese sociali Gesco e dalla cooperativa sociale Il Camper in diverse zone del territorio cittadino per conto dell’amministrazione comunale, lavora senza sosta. Ma, per fronteggiare l’emergenza freddo, fanno sapere gli operatori, quello che c'è non basta mai. E allora ecco l’appello ai cittadini: tutti possono contribuire donando indumenti caldi, coperte, piumoni, tutto ciò che può essere necessario per ripararsi, rivolgendosi direttamente a Gesco (tel. 0817872037). La speranza è quella di scongiurare il pericolo che ci siano altri decessi: nel 2015 se ne contarono tre dall’inizio dell’anno.

Secondo le ultime stime, vivono a Napoli circa 2000 senza dimora, tra loro soprattutto migranti, ma anche gli italiani sono in aumento, secondo una tendenza in atto da circa due anni. Come presenza straniera, aumentano di numero i migranti dell’emergenza Nord-Africa, fanno notare gli operatori dal loro osservatorio. Si tratta di persone che, nella maggior parte dei casi, accanto alla povertà, hanno problemi di alcolismo, tossicodipendenza e disagio psichico. 

© Copyright Redattore Sociale