25 ottobre 2016 ore: 17:16
Immigrazione

Barricate contro i migranti, vince la protesta: "qui non li vogliamo"

Dopo le barricate dei residenti di Gorino, nel ferrarese, i profughi trasferiti altrove: “Il nostro è un paese tranquillo”. E promettono di mantenere le barricate fino al "dissequestro dell’ostello”. Lo sdegno delle associazioni
Barricate anti-migranti nel Ferrarese - Goro

GORINO (Ferrara) – Una colonna di pallet e due furgoncini aperti con i giacigli che hanno accolto i manifestanti che stanotte sono rimasti in presidio. Sono le barricate alzate dagli abitanti di Gorino, frazione di Goro nel ferrarese, dove gran parte dei 600 residenti sono scesi in strada ieri sera per fermare l’arrivo di un gruppo di migranti che dovevano essere accolti nell’ostello Amore Natura, requisito dal prefetto Michele Tortora per “uno stato di necessità per il preminente interesse pubblico” dal 24 ottobre al 28 febbraio 2017. Quando arriviamo è l’ora di pranzo e accanto ai pallet spuntano le griglie, i salami e le bottiglie di Lambrusco per mangiare insieme. “Non toglieremo le barricate fino a quando non dissequestreranno l’ostello”. Tutto il paese è in presidio, tanti uomini, in gran parte pescatori, oggi non sono usciti in mare e i bambini sono rimasti a casa da scuola.

La notizia dell’arrivo dei migranti ha iniziato a circolare alle 18 di lunedì, ma era già dal giorno prima che l’ostello era stato requisito. “Sono venuti domenica a fare i controlli e mi hanno chiesto di mettere fuori un cartello su cui c’è scritto che le 6 stanze erano requisite e che entro 40 giorni sarebbero arrivati dei profughi – racconta Paolo Fabbrini dell’ostello – e io non ho potuto fare altro che firmare”. Ma né Fabbrini né gli abitanti di Gorino vogliono essere chiamati razzisti. “Il problema non è l’accoglienza ma il fatto che Gorino non ha la possibilità di accogliere perché non ci sono strutture. – dicono – C’è solo l’ostello e se ci vengono portate via le 6 stanze, che potrebbero accogliere i turisti, ci porti via tutto”. Qualcuno poi ricorda il passato accogliente di Gorino: “Noi siamo quelli che hanno ospitato i bambini di Chernobyl e i profughi dell’ex Jugoslavia, siamo una cittadina accogliente ma oggi non abbiamo la possibilità di accogliere in maniera adeguata”.

Il prefetto di Ferrara, Michele Tortora, ha spiegato che l'ostello è stato scelto anche perché si è pensato “che non fosse particolarmente frequentato d’inverno. Quindi il danno economico sarebbe stato contenuto”.  Anche perchè le strutture che ospitano i profughi vengono pagate. “Sono mesi che stiamo cercando – spiega – anche in alberghi, ma appena sentono parlare di profughi tutti ci dicono che sono pieni”.

Gli abitanti lamentano che dai controlli e dalla comunicazione prefettizia all’arrivo dei migranti è passato solo un giorno. “Ci sentiamo calpestati perché avremmo voluto essere informati per tempo”. È così che gli abitanti si sono riuniti davanti all’ostello e hanno alzato le barricate. Verso mezzanotte, dopo una mediazione con le Forze dell’ordine, il pullman con i migranti è stato dirottato altrove e le persone a bordo sono state accolte a Fiscaglia, Ferrara e Comacchio. Si tratta di 12 donne provenienti da Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio, di cui all’ottavo mese di gravidanza. “Nessuno ci ha detto che si trattava di donne”, dicono. Ma poi c’è qualcuno che aggiunge: “Ci mandano le donne, ma poi arrivano anche gli uomini. Il nostro è un paese tranquillo, dormiamo ancora con le finestre aperte e vogliamo mantenere la nostra libertà. Non li vogliamo, qui non possiamo tenerli, siamo in pochi, non ci sono scuole, l’ospedale è lontano e non avrebbero niente da fare”. Un clima e un gesto che hanno destato lo sdegno delle associazioni che hanno parlato di "spettacolo senza cuore" e di "episodio di ordinaria xenofobia”.  (Ambra Notari – lp) 

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