7 novembre 2020 ore: 14:01
Salute

Nursing up: quasi 15mila infermieri contagiati in 30 giorni, ecatombe

"Dove sono le nuove assunzioni promesse e tanto attese per affrontare una battaglia che oggi sembra decisamente fuori dalla nostra portata? Dove sono i piani strategici di sicurezza e prevenzione?". De Palma commenta i dati emersi dal report del sindacato incrociando cifre di Iss e Inail

ROMA - "Dove sono le nuove assunzioni promesse e tanto attese per affrontare una battaglia che oggi sembra decisamente fuori dalla nostra portata? Soprattutto dove sono quei piani strategici di sicurezza e prevenzione che dovrebbero garantire test rapidi ogni 24 ore a tutto il personale sanitario, prima e dopo il servizio, nonche' tamponi completi ogni 20 giorni?. Gli infermieri non parlano piu', adesso hanno paura, e' sempre piu' difficile farsi raccontare quanto sta accadendo. Soprattutto, secondo nostre fonti, cominciano a scarseggiare spesso anche guanti e disinfettanti. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Ci arrivano alle orecchie storie di nostri infermieri addirittura minacciati riguardo a situazioni di cui, ne' noi come sindacato, ne' gli organi di stampa, dovremmo venire a conoscenza". Cosi' Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, commenta i dati di un report incrociato che il sindacato ha realizzato nelle ultime ore mettendo insieme le cifre dell'Istituto Superiore della Sanita' con quelle dell'Inail. Ben 14.321 gli operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni. Erano 12.719 solo nel giorno precedente. Lo dice proprio l'Istituto Superiore della Sanita'. Questo vuol dire che in sole 24 ore abbiamo avuto 1602 casi in piu'. Inail sostiene che sull'intero comparto sanita', che include medici, fisioterapisti, oss, operatori socio assistenziali, personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione, gli infermieri sarebbero quasi il 50 cento degli infettati totali, quindi da sempre i piu' esposti al rischio".

"Non sbagliamo affatto quindi- continua De Palma- indicando in 7mila circa gli infermieri che si sono ammalati solo nell'ultimo mese, cifre abnormi, destinate inesorabilmente a scardinare completamente quelle della prima ondata del Covid. I nostri referenti territoriali ci raccontano di una Campania allo stremo. 536 infermieri in un mese sono rimasti contagiati. Nella maggior parte dei casi dentro gli ospedali. La', dove dovrebbero sentirsi al sicuro, vivono il caos di reparti accorpati, di colleghi senza formazione che, provenendo da lunghe esperienze no covid, si trovano letteralmente allo sbaraglio. Per non parlare di strutture che sono diventate in pochi mesi aree covid non avendo alcun requisito per sostenere il peso della trasformazione".

"Prima registravamo solo episodi allarmanti nella provincia di Napoli, ora invece a preoccupare sono anche Benevento e Caserta. Nel primo caso abbiamo un dilagare di contagi nelle strutture private, nel secondo ci raccontano di tensostrutture montate all'esterno degli ospedali perche' i reparti covid sono gia' saturi e gli infermieri sono allo stremo- conclude De Palma- Se le istituzioni non si svegliano, non vorremmo dover presto effettuare un nuovo terribile report, che non si limitera' solo al numero di infermieri contagiati".

(DIRE)
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