1 aprile 2019 ore: 17:43
Immigrazione

Calcio, un domicilio "sportivo" per il tesseramento dei richiedenti asilo

La proposta congiunta è di Liberi Nantes, Uisp, Unhcr e Asgi. Si chiede di ritenere sufficiente il permesso di soggiorno ai fini del tesseramento, mentre il domicilio può essere riconosciuto presso la società sportiva di appartenenza. L'istanza è al vaglio della Figc
Alberto Cristofari/A3/Contrasto Liberi nantes - giocatori e palloni

ROMA - Riconoscere il domicilio sportivo per consentire ai richiedenti asilo di tesserarsi e accedete al campionato sportivo. La proposta congiunta per arginare le nuove disposizioni del decreto Salvini e le difficoltà burocratiche legate alla residenza anagrafica di rifugiati e richiedenti protezione internazionale, arriva da Liberi Nantes, Uisp, Unhcr e Asgi, che lo scorso 5 febbraio ne hanno discusso con la Lega Nazionale Dilettanti. L’obiettivo è semplificare le modalità di accesso al calcio dilettantistico. Inoltre, considerato che i richiedenti asilo, in base alle nuove disposizioni di legge, non possono più accedere alla residenza italiana e, conseguentemente, ottenere la relativa certificazione, è stato richiesto di ritenere sufficiente, ai fini del tesseramento alla Lega Nazionale Dilettanti, il permesso di soggiorno o, in alternativa, il permesso di soggiorno accompagnato da un’autodichiarazione del proprio domicilio resa dallo stesso calciatore.

“Tale interpretazione dell’articolo 40 quater delle NOIF (Norme Organizzative Interne della Federazione Italiana Gioco Calcio) consentirebbe di rimuovere le barriere di accesso al calcio dilettantistico che finora hanno pregiudicato la parità di trattamento dei cittadini extracomunitari, compromettendo la funzione di promozione dell’integrazione che lo sport può e deve garantire - spiegano i promotori della proposta -. Si prevede inoltre il riconoscimento di un ruolo attivo delle società sportive nel percorso di inclusione attraverso l’introduzione del domicilio sportivo presso la società di appartenenza, domicilio inteso come centro di riferimento degli “interessi sportivi” dell’atleta”.

Liberi nantes - giocatori e palloni

L’istanza è al momento al vaglio degli organi decisionali della Figc-Federazione Italiana Gioco Calcio. ”Promuoviamo questa iniziativa come naturale conseguenza dei dieci campionati fuori classifica disputati da centinaia di ragazzi che in questo lungo periodo hanno militato nella nostra squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo politico”, ha dichiarato il Presidente dell’associazione Liberi Nantes, Alberto Urbinati. “La scelta di giocare fuori classifica ci ha permesso di non escludere nessuno dal gioco per motivi burocratici; tuttavia ci ha impedito di vedere riconosciuti le vittorie e l’impegno dei nostri ragazzi. E, come la nostra, tante realtà di sport inclusivo, che abbiamo avuto occasione di incontrare in questi dieci anni, si interfacciano con le stesse difficoltà e inibizioni”.

“Apprezziamo l’iniziativa consapevoli dell’importanza che lo sport ha nell’inclusione dei rifugiati e facciamo appello alla FIGC affinché tutti gli ostacoli vengano rimossi” ha dichiarato Roland Schilling, Vice Rappresentante regionale dell’Unhcr per il Sud Europa. “Ringraziamo il Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti per aver ascoltato con interesse questa iniziativa”, ha affermato Carlo Balestri a nome dell’UISP nazionale, organizzazione da sempre in prima fila nella lotta contro le discriminazioni nello sport ed a favore di una cittadinanza sportiva per tutti, nessuno escluso. “Confidiamo che, con l’accoglimento della nostra proposta congiunta, si possa dare nuovo impulso al percorso di integrazione e di inclusione sociale attraverso lo sport”.

 

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