13 novembre 2017 ore: 17:55
Immigrazione

Libia e Mediterraneo, 13 Paesi rilanciano gli impegni sui migranti

Miglioramento delle condizioni dei migranti nei centri di detenzione in Libia, con particolare attenzione per donne, bambini e minori soli, cosi' come la ricerca di soluzioni alternative alla detenzione; poi, accrescere il sostegno ai ritorni...

ROMA - Miglioramento delle condizioni dei migranti nei centri di detenzione in Libia, con particolare attenzione per donne, bambini e minori soli, cosi' come la ricerca di soluzioni alternative alla detenzione; poi, accrescere il sostegno ai ritorni volontari e dignitosi dei migranti favorendo il loro reintegro nelle societa' d'origine; infine, rafforzamento delle procedure d'asilo e protezione dei migranti lungo le rotte migratorie, contribuendo a prevenire il traffico di esseri umani.

Questi i principali obiettivi di un protocollo d'intesa firmato a Berna, a conclusione del terzo incontro tra i 13 Stati membri del Gruppo di contatto per il Mediterraneo centrale, progetto lanciato a marzo dal governo italiano, e di cui fanno parte i paesi rivieraschi di Africa ed Europa (Algeria, Libia, Mali, Niger, Ciad, Tunisia, Italia, Germania, Austria, Francia, Svizzera, Malta e Slovenia).

Su iniziativa della deputata svizzera Simonetta Sommaruga, i partecipanti si sono concentrati sul tema della protezione dei migranti e rifugiati che attraversano la Libia per raggiungere le coste europee. All'intesa hanno partecipato anche rappresentanti dell'Unione europea, dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr/Acnur), dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e infine la Croce rossa internazionale (Cicr).

"Migliaia di rifugiati e migranti - si legge sul portale web del governo federale - sono in una situazione catastrofica in questa regione dell'Africa, alla merce' dei trafficanti e dei criminali, vittime di estorsioni, violenze e minacce. Una gran parte di loro trova la morte durante la traversata del deserto o del Mediterraneo".

"Credo che sia nostra responsabilita', insieme ai partner africani, di impegnarci in Libia e sulla rotta dei migranti che conduce verso quel Paese", ha spiegato la settimana scorsa Sommaruga al quotidiano svizzero 'Le Temps'.

Nonostante le domande d'asilo quest'anno abbiano subito una forte contrazione - da 40mila del 2015 alle 18mila previste per questo 2017 - l'impegno dei Paesi per Sommaruga non deve esaurirsi: "Le persone che parte dall'Africa occidentale cerca lavoro, in mancanza di prospettive nel proprio Paese di origine. Per questo i trafficanti se ne approfittano. La maggior parte dei migranti vive in condizioni assolutamente spaventose, come coloro che risiedono nei centri di detenzione in Libia. Hanno bisogno di aiuto, anche se non risultano rifugiati nei termini stabiliti dalla Convenzione di Ginevra e non riusciranno a ottenere l'asilo in Europa".

(DIRE)

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