29 novembre 2017 ore: 16:59
Famiglia

Fondo neomaggiorenni fuori famiglia, “ora impegno concreto delle regioni”

Sostegno alle adozioni difficili, tavoli regionali sull’affido, affidamento ponte per i piccolissimi, accompagnamento per chi esce da percorsi di tutela, certezza di sostegni economici e coperture assicurative agli affidatari. Sono le richieste della Campagna "Donare futuro" attiva in 8 regioni del Centro Sud

“Grande soddisfazione per lo storico risultato”. È quella espressa dai promotori della Campagna Donare Futuro per l’approvazione all’unanimità da parte della Commissione Bilancio al Senato dell’emendamento che istituisce un fondo di 15 milioni di euro per 3 anni per i percorsi di autonomia dei neomaggiorenni in uscita da affido, case famiglia, comunità. “Ora auspichiamo che tutte le amministrazioni regionali si impegnino a garantire attenzione concreta alla tematica dell’accompagnamento all’autonomia dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela”. Promossa da 12 organizzazioni e reti di associazioni (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Famiglie per l’accoglienza, Anfaa, Coordinamento nazionale comunità per minori, Coordinamento italiano servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, Cnca, Ai.Bi Amici dei bambini, Federazione Progetto Famiglia, Coordinamento Care, Forum delle Associazioni famigliari, Tavolo nazionale affido, Agevolando), la Campagna Donare Futuro è attiva dalla primavera del 2015 in 8 regioni del Centro Sud e si propone di sollecitare, da parte delle istituzioni regionali e nazionali, risposte urgenti sui bisogni dei bambini e adolescenti a crescere in una famiglia. 

Le richieste urgenti. La prima prevede un sostegno alle adozioni difficili attraverso la previsione dell’obbligo per i comuni di erogazione e facilitazione ai minori e alle famiglie che li adottano di percorsi sociali, pedagogici, psicologici, psicoterapeutici e di sostegno economico, con particolare attenzione all’adozione di bambini disabili o di età superiore ai 12 anni. La seconda richiesta riguarda i neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela: con l’istituzione di fondi nazionali e regionali per il sostegno sociale, economico, psicologico e relazionale ai processi di avvio all’autonomia dei ragazzi che escono da percorsi di tutela e sono impegnati in formazione professionale o nell’attuazione di un progetto di startup di una nuova attività e di vita autonoma, fino ai 25 anni. Sull’affido familiare si chiede l’istituzione di tavoli regionali con il coinvolgimeno dei servizi affidi territoriali, delle autorità giudiziarie minorili, delle associazioni di affidatari, per l’applicazione sul territorio delle Linee di indirizzo nazionale per l’affidamento familiare e anche l’attivazione di spazi di confronto periodico tra le realtà attive nel campo della tutela del diritto alla famiglia, compresi gli enti gestori dei servizi residenziali per l’accoglienza per favorire lo sviluppo di politiche regionali e territoriali organiche. La quarta richiesta è lo sviluppo della pratica degli affidamenti ponte per i bambini piccolissimi, tema che dovrebbe essere inserito tra le finalità del tavolo regionale sull’affido. E infine si chiede la certezza dei sostegni economici e delle coperture assicurative per gli affidatari: obbligo per gli enti gestori degli interventi assistenziali di assicurare un sostegno economico agli affidatari, svincolato dal reddito, il cui importo venga stablito in relazione alle condizioni dell’affidato e non sia inferiore all’8% della pensione minima Inps, obbligo di polizza assicurativa, istituzione di un fondo regionale che rimborsi i Comuni per il costo dei contributi per l’affidamento familiare dei bambini di età inferiore o pari a 3 anni. (lp)

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