22 luglio 2002 ore: 15:43
Famiglia

Sono circa 400 i minori adottati e poi ''restituiti'' dalle famiglie italiane negli ultimi 4 anni. Anticipazioni della prima ricerca nel paese

ROMA - È in preparazione e sarà pubblicata a fine anno la prima ricerca sulle restituzioni adottive in Italia: fortemente voluta dalla Commissione per le adozioni internazionali e realizzata in collaborazione con l'Istituto Innocenti di Firenze, l'indagine vedrà anche nota parte più qualitativa (relativa soltanto alle adozioni internazionali) che analizzerà alcuni casi specifici sul territorio e le cause del fenomeno, ancora sommerso perché poco studiato. I dati sui fallimenti adottivi saranno definitivi a settembre; per il momento sono disponibili soltanto alcune anticipazioni, in base alle informazioni dettagliate fornita da 13 Tribunali dei minorenni (su 29 in totale), che riguardano circa 160 minori. Secondo una prima ricognizione telefonica generale, dal 1 ° gennaio del 1998 al 31 dicembre 2001 i bambini "restituiti" sarebbero complessivamente 350-400: "Ma si tratta di un numero ancora parziale -commenta Enrico Moretti, responsabile dell'Area statistica e ricerca dell'Istituto Innocenti - , perché si riferisce soltanto ai bambini transitati per le strutture di accoglienza residenziale o casa-famiglia dopo il fallimento adottivo; alcuni, però, passano direttamente a un affidamento a un'altra famiglia, anche se si tratta di una minoranza". Nei 4 anni osservati sembra che la percentuale delle adozioni nazionali fallite sia analoga a quella delle adozioni internazionali, stando sempre alle rilevazioni parziali, così come il numero dei maschi e delle femmine si equivale. Dai dati finora emersi non sembra, quindi, "che l'adozione internazionale sia più complessa di quella nazionale", commenta Roberta Lombardi, psicologa, referente della ricerca presso la Commissione per le adozioni internazionali. Ben 90 giudici onorari hanno collaborato nella raccolta dei dati, esaminando i fascicoli presso i Tribunali dei minorenni di tutta Italia; la ricerca offrirà anche i dati quantitativi relativi ai fallimenti delle adozioni nazionali: cifre che, tuttavia, non saranno commentate, perché esulano dall'obiettivo principale della ricerca, che si prefigge di monitorare il problema dal punto di vista internazionale. A che punto della storia adottiva avvengono le restituzioni? Per il momento, dai dati disponibili si rileva che prevalentemente il fallimento succede nell'arco di 2 anni; un'altra fetta consistente di casi si verifica dopo circa 7?8 anni dall'adozione. Al problema di "impatto", valido nella prima fascia di casi, si sostituiscono altre crisi, talvolta legate alla preadolescenza: l'età media dei minori adottati, infatti, sta aumentando in modo graduale, quindi i ragazzi "restituiti" possono avere presumibilmente tra i 9 e i 12 anni di età e vivono come gli altri - commenta Lombardi - "un doppio abbandono".(lab)
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