20 novembre 2016 ore: 11:11
Giustizia

"Cuore": per le detenute di Rebibbia in dono un'opera d'arte

Due metri per tre e materiali di risulta per l’opera che l’artista Alan Bianchi sta realizzando al museo Macro di Testaccio. Il grande "Cuore" sarà portato il 6 dicembre nell’istituto di pena romano e le detenute potranno apporvi i loro pensieri. Live musicali e reading nell’evento promosso dalle associazioni "Il Viandante", "Marmorata 169" e da Radio Rock
Ombra di donna dietro sbarre, carcere

BOX ROMA – Un cuore di due metri per tre e i pensieri rinchiusi delle donne detenute, la genialità di Alan Bianchi e la felice contaminazione con il museo Macro di Testaccio. Un carcere, quello di Rebibbia, che importa cultura ed esporta sperimentazione. Associazioni e sportelli che con testardaggine contribuiscono da anni a costruire, giorno dopo giorno, quel ponte con la società indispensabile per dare un senso alla parola detenzione.
Sono questi gli ingredienti di “Un ‘macro’ cuore a Rebibbia”, l’iniziativa promossa dall’associazione culturale ‘Il Viandante’, dall’autrice e speaker di Radio Rock, Betta Cianchini, dall’artista Alan Bianchi e dall’associazione ‘Marmorata 169’, che culminerà il 6 dicembre con la consegna dell’opera all’istituto di pena romano.

“Quello di BeeAnKee /Alan Bianchi – spiega Mario Pontillo, responsabile dello sportello Rebibbia dell’associazione ‘Il Viandante’ – non è il classico cuore che ricorre nei biglietti d’auguri, ma la rappresentazione del muscolo cardiaco vero e proprio. L’artista sta lavorando all’opera in questi giorni, in concomitanza con la mostra di Reaction Roma, video installazione social che racconta Roma attraverso gli occhi di chi la vive e la attraversa, fino al 3 dicembre al Macro Testaccio Factory. Il cuore, alto circa tre metri e largo quasi due, è realizzato con materiali poveri, di risulta, come gli stracci portati dagli avventori della mostra, e percorrerà un itinerario molto significativo: dal Macro a Rebibbia per raccontare e testimoniare la connessione tra il dentro e il fuori, tra il mondo esterno e il carcere”.

Nell’istituto di pena, poi, verranno apposte sull’opera frasi e testimonianze delle detenute.
“Il 6 dicembre sarà una giornata speciale – prosegue Mario Pontillo – perché vedrà sul palco di Rebibbia due temi specifici di Radio Rock: la musica e l’arte contemporanea. La donazione dell’opera ‘Cuore’ sarà accompagnata da un live musicale di artisti selezionati dall’emittente e da un reading dei pensieri delle detenute di tutta Italia e di un giovane ergastolano ostativo che recentemente si è laureato e ha iniziato un nuovo percorso di vita. I pensieri verranno letti dall’autrice dello staff di Radio Rock, Betta Cianchini, dalla giornalista Elisabetta Galgani, presidente dell’associazione ‘Marmorata169’ e da anni impegnata sui temi sociali, da Franca Garreffa, docente di Sociologia della devianza all’Università della Calabria e da una staffetta di artiste romane”.

La stessa opera sarà quella che potranno vedere le detenute e i loro familiari durante i colloqui “con l’augurio - sottolineano gli organizzatori dell’evento - di non rivedere mai più quel ‘cuore ingabbiato’ ma di coltivare con loro nuovi percorsi”.
Ma perché proprio un cuore? “Perché da sempre l’uomo ha parlato di cuori che si donano ma solo verso un amato, un corrisposto - scrive l’artista Alan Bianchi nelle note -. Destinando ai nemici odio e guerra, proprio nel tentativo a volte reale a volte pretestuoso di fermare odio e guerra. Ma se a chi ha fame diamo cibo, a chi non sa diamo conoscenza, perché a chi riteniamo un nemico non diamo il cuore? Le cose si danno a chi ne ha bisogno. Il male ha bisogno di cuore. Non di bombe. Sei il “mio nemico”… e io ti faccio’cuori’”. (Teresa Valiani) 

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