21 gennaio 2017 ore: 16:07
Non profit

Rigopiano, "si continua ancora a scavare come se fosse il primo minuto"

Nove persone tratte in salvo, 5 vittime, 23 dispersi: è il bilancio delle operazioni di salvataggio in corso nell'hotel sul Gran Sasso. “Sentiamo altre voci”, dicono i soccorritori. Curcio (protezione civile): "Grazie a questi valorosi". I bambini salvati "stanno bene"

BOX PESCARA - "Nove persone tratte in salvo, 23 dispersi e 5 vittime finora recuperate". E' il bilancio delle operazioni di ricerca e soccorso all'hotel Rigopiano, sul Gran Sasso pescarese, travolto da una valanga di neve mercoledì scorso, comunicato dalla prefettura dell'Aquila. Intanto, "le operazioni proseguono senza sosta, mai interrotte". “Sentiamo altre voci”, dicono i soccorritori. A tenere viva la speranza è la convinzione che all’interno dell’albergo si possano essere create delle sacche d’aria dove alcuni ospiti potrebbero aver trovato rifugio. “Siamo di fronte a una situazione non semplice - fanno sapere - si lavora all’interno di un edificio che è crollato, dove è diventato complicato orientarsi. Si avanza ma con molta, molta cautela. Ci rendiamo conto che questa cautela rallenta le operazioni di ricerca e recupero ma è assolutamente necessario procedere in questo modo, non si può rischiare altro ancora”.

La speranza di trovare altri superstiti. Si continua a lavorare ma con "grandi difficoltà" e le "condizioni di contorno sono molto difficili": Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, lo dice in diretta su RaiNews24. Rispetto alle speranze di trovare vivi i 23 dispersi indicati dalla Prefettura di Pascara, "fin quando il soccorso tecnico urgente è in atto si lavora sempre con la logica della speranza", "come se fosse il primo minuto dell''intervento", quindi "grazie a questi valorosi" che lo stanno portando avanti. 

Le tecnologie sofisticate della polizia scientifica. Nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate nell'albergo hanno giocato un ruolo chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla polizia scientifica, subito mobilitata dal questore di Pescara. Si tratta di strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell'albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. 

I bambini "stanno bene". I quattro bambini salvati "stanno bene" e non starebbero  soffrendo le conseguenze dell'ipotermia: lo dice Rossano Di Luzio, del presidio ospedaliero di Pescara, facendo il punto in conferenza stampa, in diretta su SkyTg24. Certo, precisa il sanitario, il loro è "lo stato d'animo di chi ha vissuto un dramma ed è stato in condizioni precarie per molte ore". (DIRE)