20 novembre 2013 ore: 10:27
Società

Dall'autobiografia allo ''sciopero delle donne'', le iniziative per il 25 novembre

Giornata contro la violenza sulle donne. L'università dell'Autobiografia di Anghiari sceglie il racconto come filo conduttore: previsto un evento online dove le vittime raccontano le loro esperienze. Una pièce sul femminicidio andrà in scena in diversi teatri italiani. Mostre e dibattiti
Sciopero delle donne

ROMA – Dal racconto autobiografico delle vittime allo sciopero delle donne, passando per mostre fotografiche, eventi teatrali, dibattiti e riflessioni. E’ fitto di eventi il calendario per il prossimo 25 novembre, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita nel 1999 con una risoluzione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. La data fu scelta in ricordo dell'assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, nella repubblica dominicana.  A scegliere come filo conduttore il racconto è l'Università dell'Autobiografia di Anghiari che dalle 18e30 di domenica 24 novembre fino alla stessa ora del giorno successivo terrà un evento online di scrittura simultanea dedicato al tema. In questo intervallo di tempo, infatti, le donne che hanno subito violenza  potranno raccontare direttamente la loro esperienza che sarà automaticamente resa disponibile e pubblica sul sito (previo autorizzazione e consenso). L’obiettivo è quello di “creare uno spazio di libera espressione, di emersione dei vissuti e di confronto -spiegano gli organizzatori. Il tema scelto è  “Ti racconto quella volta che era oltre i confini dell’amore”. L'evento si inserisce all'interno del programma “Scrivere oltre il silenzio”, finanziato dall’Unione europea con il programma Daphne III, che sarà presentato il giorno successivo a Roma presso Palazzo Valentini. Il progetto è basato sulla sperimentazione della metodologia autobiografica nei Centri Antiviolenza della provincia di Roma, gestiti dall’associazione Solidea, insieme agli altri centri Antiviolenza del Portogallo e della Grecia, con la supervisione scientifica della Libera Università dell’Autobiografia. L'obiettivo è “facilitare attraverso l’utilizzo della scrittura , un processo di espressione personale per le donne che hanno subito violenza: un metodo per aiutarle a rielaborare le esperienze passate, acquisire consapevolezza, favorendo un processo di trasformazione personale ed empowerment e prevenendo la ri-vittimizzazione”. All'iniziativa aderisce anche l'associazione Maschile plurale,che si occupa di prevenire la violenza con un lavoro sugli uomini abusanti, aderisce all'iniziativa. 

Sciopero delle donne

Per denunciare l’immobilismo delle istituzioni rispetto alla condizione femminili e a fenomeni gravi come il femminicidio, un gruppo di attiviste e femministe ha lanciato lo “Sciopero delle donne”, una giornata per “smuovere un paese ingabbiato”. “Violeta, 48 anni, uccisa a colpi di sedia e gettata in un campo dal marito a Vallo della Lucania;  Francesca, 55 anni, misteriosamente scomparsa dalla sua villa a Follonica, il cui custode è in carcere perché sospettato di averla ammazzata; Irina, 47 anni, uccisa dal suo compagno e gettata in una scarpata a Porto Ercole. Storie di queste giorni, le solite, perché nulla muta in questo paese ingabbiato –sottolineano le organizzatrici -Per questo lo sciopero: una nazione intera  si sarebbe dovuta fermare perché le donne, reale motore di tutta l’economia, sommersa e dichiarata, hanno deciso che è ora di dire basta”. L’iniziativa si tradurrà in diversi appuntamenti su tutto il territorio nazionale. Il principale è previsto a Roma a piazza del Campidoglio. 

Siamo pari - locandina

Saranno invece le immagini, al centro della serata Female Against Violenze” organizzata  per sabato 23 novembre, al Lanificio 159 di Roma in collaborazione con le associazioni Be Free, Corrente Rosa, daSud, Differenza Donna, Maschile Plurale, Pangea, Punto D e Zero violenza donne. Nel corso della serata in cui si susseguiranno letture, musica,  performance, verrà presentata anche la collettiva fotografica “I doveri delle donne a cure dell'associazione “Officine fotografiche” di Roma.  Dal 22 al 24 novembre si terrà invece a Milano, presso il Teatro Litta, la IV edizione della rassegna cinematografica “Siamo Pari! La parola alle donne”, nata con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello cinematografico con tre giorni di proiezioni, dibatti, tavole rotonde e spunti per parlare del ruolo delle donne nella società contemporanea. All’interno della rassegna sarà presentato in anteprima il documentario di Emanula Zuccalà e Simona Ghizzoni “Solo per farti sapere che sono viva”, che racconta il dramma delle donne saharawi.

boxMentre il 25 novembre al Teatro Valle di Roma andrà in scena “Finché morte non ci separi” di Francesco Olivieri con Monica Scattini accompagnata dalla violoncellista Julia Kent. È la storia di due donne che vengono ammazzate dai loro rispettivi compagni,  una denuncia contro il femminicidio scritta da un uomo che si è messo nei panni delle vittime.  L’opera verrà portato in scena in diversi teatri italiani, In occasione della Giornata. Il progetto nasce da un incontro dell’autore con una delle interpreti che, sensibile al tema, ha sposato l’idea di creare una rete di artisti italiani che contemporaneamente si esibiranno nella stessa giornata creando una denuncia amplificata a livello nazionale. Ogni luogo di rappresentazione sarà collegato da una diretta web che permetterà di seguire l’evento in e da ogni città italiana. Nella stessa serata, nel carcere femminile di Rebibbia, sezione di massima sicurezza, andrà in scena “Didone, una storia sospesa” interpretato dalle stesse detenute. “Il sogno, l’incubo, il delirio di una donna determinata e astuta in grado di fondare una città e condurre il suo popolo alla salvezza, che si rivela in tutta la sua fragilità e forza alla coraggiosa ricerca di un confronto con Enea nell’ultimo tragico dialogo-monologo, diviene qui pretesto per poter raccontare la storia sospesa di Rebibbia Femminile – spiegano le registe Francesca Tricarico e Romina Barone -. Lo spettacolo e i testi utilizzati sono frutto di un percorso laboratoriale, che abbiamo svolto appunto all’interno della Casa di reclusione Rebibbia femminile sezione Alta Sicurezza. Un progetto finalizzato a valorizzare la funzione terapeutica e pedagogica del teatro, intervenendo sugli aspetti relazionali e sulla cura di sé, teso a creare un ponte tra la realtà carceraria e quella esterna”.

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