25 novembre 2014 ore: 17:52
Giustizia

Violenza donne, l'Omceo Roma: non tacere, chiedere aiuto a medici

Roma - Le donne del consiglio dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurgi e Odontoiatri di Roma e componenti della Commissione Pari Opportunita' - Giulia Arduino, Cristina Patrizi, Luisa Gatta, Sabrina Santaniello e la coordinatrice, Rosa Maria Scal...

Roma - Le donne del consiglio dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurgi e Odontoiatri di Roma e componenti della Commissione Pari Opportunita' - Giulia Arduino, Cristina Patrizi, Luisa Gatta, Sabrina Santaniello e la coordinatrice, Rosa Maria Scalise - nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricordano le tantissime vittime di femminicidio e fanno appello a tutte coloro che subiscono molestie, stolking e aggressioni fisiche dai loro compagni o mariti o ex partner affinche' chiedano aiuto in tempo e prima che tali situazioni possano ulteriormente degenerare e avere epiloghi drammatici.

Invitano, pertanto, ad avvalersi senza timori, imbarazzo o reticenze dell'aiuto che i medici, con la loro vicinanza, competenza ed empatia, possono dare. Un appello cui si uniscono l'intero Consiglio e il Presidente Roberto Lala.

In questa occasione di mobilitazione internazionale, l'Ordine capitolino formula l'auspicio che tutte le donne vittime di violenze, fisiche o psicologiche, prendano consapevolezza che l'uomo che le umilia e le picchia e' un soggetto che esse non possono sperare di poter cambiare da sole e di poter modificare nel comportamento, poiche' alla base ci sono patologie e devianze che devono essere affrontate e adeguatamente curate da persone competenti. L'appello delle donne medico di Roma e' a fermare insieme le mani degli uomini violenti.

"Bisogna chiedere aiuto a tutte le forme organizzate- dice Cristina Patrizi, consigliera dell'Omceo Roma- per dare supporto a questo fenomeno terribile che ha visto in Italia un'escalation pesante. E bisogna chiedere aiuto non solo al proprio medico, ma a tutte le strutture territoriali di riferimento. Si tratta di un'espressione di un disagio pesante sul quale bisogna intervenire: non e' piu' il tempo di tacere o ignorare".

In un momento in cui la prima donna astronauta italiana puo' guardare il nostro pianeta dallo spazio e in una dimensione serena e universale, dalla componente femminile dell'Ordine l'augurio e' che tutte le donne possano volare alto sopra le proprie paure e, con l'aiuto su cui possono contare, aspirare finalmente a una vera tranquillita' e sicurezza nei rapporti con gli uomini, senza piu' violenze di alcun tipo ne', tantomeno, orribili casi di femminicidio.

"Noi vogliamo che le donne tornino a volare come la nostra stupenda astronauta che e' lassu'- prosegue Patrizi- e che da' un segnale di liberta', autonomia, forza, coraggio, ma anche di legame con la terra. Perche' noi vogliamo essere questo: forti, libere, indipendenti, ma anche legate ai nostri compagni, con legami forti e di amore, non di violenza" conclude.

(DIRE)

© Copyright Redattore Sociale