26 novembre 2014 ore: 16:19
Giustizia

Un progetto per prevenire la violenza di genere a Brancaccio

Si chiama "Pari" e coinvolgerà il Centro di Accoglienza Padre Nostro, l’associazione Ziggurat e l’associazione Arcobaleno. L'obiettivo è creare a Brancaccio un centro specializzato nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere e della prevaricazione sessuale
Discriminazioni di genere: bilancia uomo donna

PALERMO - Lavorare a vario livello nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere nel quartiere popolare di Brancaccio dove operò e morì padre Pino Puglisi.
E' questo l'obiettivo del progetto “P.A.R.I. - Progetto per l’Accoglienza delle differenze di genere e la promozione delle Relazioni Interpersonali” redatto in co-progettazione col Ministero della Giustizia che mira a creare un centro specializzato nella prevenzione e nel contrasto della violenza e della prevaricazione sessuale per favorire l’integrazione dei diversi interventi e che rappresenti un punto di riferimento per i diversi servizi e i professionisti che operano sul territorio in tale ambito.

Ieri, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il settore della cittadinanza sociale del Comune di Palermo, l’associazione Centro di Accoglienza Padre Nostro, l’associazione Ziggurat e l’associazione Arcobaleno hanno firmato il progetto e il contratto per la gestione dell’intervento 19 “Contrasto alla violenza sessuale e di genere” del piano Infanzia e Adolescenza della Legge 285/97, con un costo di circa 70.000 euro. Il centro avrà sede in via San Ciro a Brancaccio.

"E' un progetto che serve soprattutto a sensibilizzare tutta la problematica sul contrasto e la prevenzione della violenza sulle donne - spiega Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro - che noi seguiamo da 20 anni. Verrà attivato un corso di formazione per gli operatori che lavorano a tutti livelli (scuola, comune, provincia, regione, forze dell'ordine, realtà religiose, terzo settore e associazioni). Ci sarà, inoltre, uno sportello di ascolto pronto ad attivarsi per rispondere ai bisogni munito anche di una help-line. Ci muoveremo anche per lavorare non solo con le vittime ma anche con 20 ragazzi che hanno commesso i reati a sfondo sessuale (ragazzi di età compresa dai 14 ai 21 anni) al fine di intraprendere con loro un percorso di consapevolezza del reato che hanno commesso. Naturalmente questo lavoro delicato richiede anche un contatto con le famiglie e una collaborazione con l'Ussm. Un discorso a parte può essere fatto con le vittime, alcune donne che, in alcune casi, di notevole fragilità culturale e sociale non riescono ad avere subito piena consapevolezza di quello che subiscono. Con chi arriva spesso infatti si deve fare un percorso di recupero a più livelli che deve proprio partire da zero. La formazione degli operatori è altrettanto importante perchè chi lavora in alcuni ambienti deve diventare bravo ad interpretare il malessere analizzando segnali che lancia chi soffre un dramma".

“Ancora una volta – ha riferito il sindaco Leoluca Orlando - l’amministrazione comunale, unendo le sue forze con le associazioni del terzo settore si è dimostrata sensibile verso il gravoso problema della violenza sulle donne attraverso la costruzione di progettualità che rafforzano il territorio".
Per l'assessore Agnese Ciulla "la firma di questo progetto permette di aggiungere un ulteriore tassello al lavoro svolto dall'amministrazione in ottica di rete per il contrasto e la prevenzione della violenza, con un modello virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato sociale." (set)

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